Il nostro modo di viaggiare

Una volta finita l'emergenza coronavirus, potremo concentrarci di nuovo su un più riposante anche se non meno importante problema sul quale il Touring Club si interroga da oltre 125 anni: come rendere questo Paese più accogliente, competitivo e attrattivo. Programma vasto, avrebbe detto il generale De Gaulle, ma improcrastinabile, in un'Italia che sul turismo già conta per una rilevante fetta del suo pil e sul quale dovrebbe basare una lungimirante strategia di lungo periodo.

Ed è anche per questo scopo che, come si sottolinea in questo numero di Touring, il Tci, insieme alla Fondazione Campus di Lucca ha lanciato il suo primo master in management dello sviluppo turistico territoriale. Le statistiche e il buon senso ci dicono da tempo che gran parte del successo di un'impresa in questo settore (ma questo vale per tanti altri comparti dell'intero sistema economico) dipende ormai più dalla qualità, personalizzazione, focalizzazione del servizio che dai prodotti offerti che ormai sempre più spesso si posizionano su standard omogenei. Nell'impatto e poi nella memoria del cliente di una struttura turistica sempre di più l'accoglienza è considerata parte integrale dell'esperienza di viaggio. Ma questa capacità, questo know how, se per molte comunità è naturale ed è proprio del dna della popolazione ospitante (basti pensare alla leggendaria accoglienza che si trova in Emilia e sulla costa romagnola), per altri è invece frutto anche di una professionalità che non si dà per scontata ma deve essere il risultato metabolizzato di uno studio e di una pratica sul campo. E questo vale anche per la programmazione, la pianificazione turistica sui territori, la promozione di un determinato prodotto turistico, i modelli di gestione di una certa località con sue specifiche caratteristiche ecc... Ed è anche questo uno degli scopi del master. Si tratta infatti di disegnare un percorso di crescita per i professionisti e per i lavoratori del settore che desiderano certificare e specializzare le proprie competenze anche grazie al contributo di esperti esterni, di specialisti del Touring Club Italiano e di docenti della Fondazione.  

Da non perdere il reportage sulla Roma di Raffaello scritto dal professor Antonio Paolucci, grande storico dell'arte, già ministro dei Beni Culturali, a lungo direttore dei Musei Vaticani e a suo tempo consigliere del Tci. Paolucci ci prende per mano e ci accompagna per le strade, le piazze, i musei, le chiese della capitale e ci suggerisce con accurata e dissimulata sapienza che cosa vedere e dove guardare per ritrovare, pur nel caos della Roma di oggi, quella magica atmosfera rinascimentale dove visse (e alla quale contribuì da protagonista) per gran parte della sua breve vita il grande pittore e architetto di Urbino.

Che Palermo sia stata una grande capitale europea e di respiro internazionale, dai tempi di Federico II fino quasi all'unità d'Italia, lo avevamo quasi dimenticato, abituati a legare l'immagine del capoluogo siciliano a fenomeni di tutt'altra natura. Dopo il successo del libro di Stefania Auci, che per Touring ci aveva accompagnato qualche mese fa alla scoperta della Palermo della mitica famiglia Florio, ecco che Gabriele Micciché, vero apostolo della bellezza made in Sicilia ci riporta sulle strade di Palermo accompagnato da una scrittrice, Agata Bazzi, che ha ricostruito i fili e ritrovato le tracce del passaggio e di una lunga e feconda presenza di tante importanti famiglie e fortunati imprenditori “forestieri” nella città, dagli Ahrens ai Woodhouse, dagli Jung ai Caflisc dai Ducrot ai Whitaker.

Se ormai il viaggio deve essere prima di tutto un'esperienza, parola-ombrello forse fin troppo usurata ma che vuole sottolineare ancora una volta che importante non è tanto la meta ma il modo di viaggiare, è evidente che più il viaggio offre spunti, temi e sorprese originali, maggiore sarà la soddisfazione di chi vuole muoversi soprattutto per conoscere e non solo per sdraiarsi su una spiaggia esotica. Così il Touring Club, per arricchire questa esperienza torna, come tante volte già nel passato, a proporre itinerari e viaggi insieme ai giornalisti della nostra rivista, esperti delle località visitate ma anche e prima di tutto compagni di viaggio curiosi ed empatici con cui dialogare durante il tour prescelto. L'islanda, l'Uzbekistan, i grandi parchi del West degli Stati Uniti, Dubai, la Georgia e ora anche la Scozia (su questo numero di Touring) delle Highlands e delle mitiche fabbriche di scotch whisky sono le prime sei destinazioni in cui i soci avranno accanto a loro un/una giornalista della rivista. Non vi resta che provare...

Buona lettura!

Silvestro Serra

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