Il nostro modo di viaggiare

Di bello a Medellin, Colombia, sapevamo che c'erano solo le grandi sculture sparse nei parchi di Fernando Botero, uno dei più illustri concittadini e uno degli artisti più cari al mondo. Per il resto solo cronache e leggende dark sui narcos, la cocaina, la violenza, il pericolo. Ebbene ogni tanto ci sono anche buone notizie e il nostro reportage di copertina lo dimostra. Medellin (e in generale il Paese) ha girato l'angolo e ora si presenta come una meta sicura, divertente, carica di una nuova energia positiva. Una “ola” che è partita propria dalla periferie e ha contagiato tutti. Il che fa ben sperare sul risveglio del turismo di qualità e sostenibile (Bogotà ad esempio, come scriviamo su Touring, è davvero sorprendente per la passione smodata che hanno gli abitanti per la bicicletta, nonostante l'altitudine ) verso quella destinazione.

E poi c'è Villa Medici, Roma. Un pezzo di Francia e una bandiera europeista, che sventola sulla cima del colle di villa Borghese, tra Trinità dei Monti e il Pincio, e guarda dall'alto il cuore barocco della città eterna. Una lunga storia che parte dal re Sole Luigi XIV, passa per Napoleone e arriva ai nostri giorni; una tradizione culturale e artistica di primo livello con la accademia di Francia per pittori e musicisti che si sono succeduti come residenti in città e per la rappresentatività dei direttori che hanno aperto alla città i saloni e il giardino della villa (uno per tutti, Balthus). Sito archeologico (erano qui gli orti di Lucullo), sede di mostre, scena teatrale, set cinematografico (da Habemus papam a La grande bellezza a The Young Pope) Villa Medici è anche un centro gastronomico e di mondanità con caffetteria e bar panoramico affacciato sui pini di Roma.

Primo assaggio di mare in questo inverno improvvisamente gelido ce lo consente il servizio dedicato a Lampedusa (e Linosa), definita “di sovrumana bellezza”, amata tra i primi da Domenico Modugno, per decenni il paradiso del turismo balneare con le sue spiagge grandi e le sabbie candide e santuario per le tartarughe a rischio di estinzione. Isola maggiore dell'arcipelago delle Pelagie che negli ultimi periodi è diventato purtroppo anche sinonimo di sbarchi di profughi dei barconi arrivati (quelli che sono arrivati) dal nord Africa in condizioni pietose. Un fenomeno di convivenza e di accoglienza da parte dei lampedusani, testimoniato dalla grande opera di land art Porta di Lampedusa, di Mimmo Paladino, e raccontato dal film Lacrime di sale girato sull'isola pelagia da Maurizio Zaccaro , protagonista Sergio Castellitto.

Da non perdere il curioso portfolio di immagini firmate dal grande artista della macchina fotografica Gianni Berengo Gardin, per anni colonna dei reportage realizzati per le riviste e le pubblicazioni del Touring Club Italiano. Artista venezianissimo, Berengo si è posizionato in cima a palazzo Erizzo Bollani, affacciato sul Canal Grande con vista sul ponte di Rialto e così come il suo inquilino precedente di cinque secoli fa, lo scrittore e poeta (celeberrimo per i suoi sonetti licenziosi) Pietro Aretino, si è messo a guardar giù. Da questa eccentrica e interessante inquadratura sulla laguna ha potuto coglier attraverso gli anni innumerevoli episodi e personaggi e sfumature insolite e non banali, veneziani, turisti, marinai, frati, saltimbanchi... Ne ha tratto una gustosa galleria di ritratti che ha intitolato La più gioconda veduta del mondo (definizione dell'Aretino), edita da Contrasto Books.

Buona lettura!

Silvestro Serra

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