Il nostro modo di viaggiare

È un'insolita inquadratura della Porta di Brandeburgo a Berlino il soggetto della copertina del numero di novembre di Touring, il nostro modo di viaggiare: col sottotitolo “Città aperta: a 25 anni dalla caduta, il muro colorato, dipinto, scolpito, è ancora una presenza ingombrante” annuncia il reportage realizzato nella metropoli tedesca, tornata ad essere la capitale della Germania, in occasione dell'anniversario del dissolversi della barriera tra le due Berlino, nella notte dell'8 novembre 1989. Reportage simbolicamente realizzato a bordo di una Trabant, l'auto-vetrina dell'apparato industriale dell'allora DDR.

 

 

Sono quattro le destinazioni italiane, invece, proposte su questo numero. Apre la serie Asolo, località Bandiera arancione del trevigiano, che da secoli è rifugio e cenacolo di Poeti, musicisti e attori da Ernest Hemingway a Eleonora Duse, senza dimenticare Freya Stark, scrittrice e viaggiatrice, cui è dedicata la mostra “Vaghe stelle dell'orsa” aperta fino al 23 novembre. Segue il servizio, di grande impatto fotografico, dedicato a una straordinaria realtà come il Centro Berengo di Murano, uno spazio d'arte contemporanea dedicato al vetro che il prossimo 13 dicembre aprirà le sue porte ai soci Tci per una visita in esclusiva. È poi una Firenze che guarda al futuro al centro dell'articolo successivo. E non si tratta di un modo di dire: il reportage punta ad andare oltre un passato illustre, fin troppo saccheggiato dal turismo mordi e fuggi, per guardare ai forti segnali di un nuovo rinascimento. Conclude il percorso un reportage dedicato al Sannio con un occhio di riguardo al fattore gastronomico, ma senza dimenticare che è proprio da Sant'Agata de' Goti che arriva la famiglia di Bill de Blasio, neosindaco di New York.

Detto del servizio di copertina su Berlino, sono poi due i reportage su destinazioni al di fuori dell'Europa proposti da Touring, il nostro modo di viaggiare: entrambi puntano sul continente americano. Il primo reportage, frutto della joint venture con National Geographic Traveler, porta a Bogotà, città che emerge dal suo burrascoso passato per dipingere un colorato futuro, lasciandosi alle spalle il ruolo di capitale del narcotraffico per trasformarsi in un polo d'arte e cultura. L'altro articolo è dedicato a un Texas lontano dagli stereotipi che lo vorrebbero terra promessa di cowboy e cercatori di petrolio. Un territorio grande due volte l'Italia che, lasciata alle spalle l'epopea dei telefilm di J.R. Si rivela un pozzo di creatività, nelle sue metropoli come in pieno deserto grazie anche alla presenza massiccia di opere d'arte contemporanea. Da scoprire on the road.

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