Il nostro modo di viaggiare

L'ha chiamata "Italia" e l'ha praticamente cancellata tutta con i suoi pennarelli. Con questa apparente provocazione il maestro dell'arte contemporanea Emilio Isgrò ha voluto omaggiare con una sua opera la copertina della nostra rivista in occasione dei 125 anni del nostro Club. Una apparente contraddizione che però viene subito spiegata dal l'artista siciliano: “Cancellare l'Italia vuole dire esattamente il contrario. E' un appello affinché il nostro Paese non venga cancellato». Quindi un lavoro civile oltre che artistico il suo e in qualche modo un contributo “patriottico” d'autore alla rinascita dl nostro Paese e per quello che ci riguarda del nostro modo di fare turismo. Insomma una specie di igiene mentale, di ecologia della parola.

Una sfida subito raccolta, sulle pagine di Touring, dal presidente Franco Iseppi: «il Touring ha un legame diretto con i lavori di Isgrò. La nostra associazione si è data infatti come obiettivo quello di prendersi cura del nostro Paese. Il nostro è un lavoro sui territori che sono il contesto integratore della domanda di viaggio e l'Italia è il sottofondo di tutto questo, oltre che il recupero della geografia».

E alla geografia e alla sua riscoperta nelle scuole e non solo, è dedicato molto del prossimo impegno del Tci a cominciare proprio dalla rivista dove il professor Riccardo Morri, presidente dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, tiene una nuova rubrica su questa materia così importante, trasversale, utile quanto trascurata dal sistema scolastico nazionale. Ci sono musei che conservano accuratamente patrimoni artistici e culturali e ci sono quelli che altrettanto egregiamente valorizzano i materiali conservati esaltandone la fruizione dei visitatori.

E poi ci sono musei vivi che sono legati più che alla straordinarietà delle opere conservate, al valore del saper fare, alla creatività al talento, magari di oscuri artigiani il cui lavoro però ha trasformato dei processi industriali o artigianali e ha arricchito culturalmente (oltre che economicamente) chi ha varato e chi ha poi usato tali ritrovati. Parliamo dei musei d'impresa, che mettono in scena ( gratuitamente) il meglio del made in Italy dell'ultimo secolo e mezzo. Questi musei, legati alle imprese di cui portano il nome, organizzano anche visite, mostre ed eventi e ognuno a suo modo, raccontano l'avventurosa storia del nostro genio inventivo. Nell'intervista che accompagna il reportage su Touring, Antonio Calabrò, il presidente di Museimpresa, giornalista, saggista ma anche vicepresidente di Assolombarda e consigliere del Touring, racconta come questi luoghi siano «straordinari veicoli di sintesi tra storia e innovazione nel nostro Paese e permettano di documentare e raccontare quanto le imprese hanno fatto e continuano a fare per la crescita economica, sociale, civile dell'Italia».

Tra i reportage del mese segnalo una spettacolare camminata lungo il cammino di Dante, quello che secondo la tradizione avrebbe percorso Alighieri in esilio da Firenze verso l'esilio di Ravenna esattamente otto secoli fa. Si tratta di un percorso segnalato che attraversa una zona molto scenografica degli Appennini tosco romagnoli tra valli, il parco delle Foreste Casentinesi , forre, calanchi, ruscelli, cascate e ponti ma punteggiato anche da accoglienti punti di ristoro dove assaggiare il meglio della gustosa cucina locale. Un itinerario ideale per mettere in gioco le proprie capacità di camminatori ma anche di apprezzare una natura ampia, selvaggia e solitaria, a un passo dalle grandi metropoli e dalle trafficate vie di comunicazioni veloci.

La Sardegna si sa, per molti è mare, spiagge, agosto, e al massimo qualche incursione gastronomica nell'interno per visitare nuraghi e assaggiare malloreddus. Quella che Touring propone questo mese è invece una facile incursione da Cagliari nel Campidano, nel paese di San Sperate che grazie a un visionario artista come Pinuccio Sciola, lo scultore noto in tutto il mondo per aver saputo far risuonare la pietra come fosse uno strumento musicale, si è negli ultimi anni trasformato da povero borgo contadino in paese dipinto, ovvero una galleria diffusa di artisti internazionali, dalle facciate delle case divenute grandi tele colorate le vie e le piazze sono diventate tridimensionali grazie a enormi trompe l'oeil, e dove persino l'asfalto delle strade ha cambiato colore.

La Galizia vuol dire per molti Camino di Santiago il tradizionale e lungo percorso che i pellegrini prima, i viandanti poi percorrono da oltre mille anni per arrivare alla capitale della regione più nord occidentale della penisola iberica. Eppure, come testimonia il nostro servizio, questa Spagna atlantica, la punta più estrema del continente, molto lontana dall'immagine che abbiamo della Spagna del Sud. Quella che i romani battezzarono come Finis Terrae nasconde infatti numerose sorprese di natura, di vini, di grande cucina (soprattutto di pesce) che per chi spinge a visitarla non restano più tali ma diventano patrimonio comune condiviso con i visitatori da un popolo tra i più accoglienti e cordiali d'Europa, fatto di antiche storie di conquistadores, di tradizioni, di balli, di riti, di pesca e di oceano e soprattutto di misteriose quanto affascinanti leggende, ovviamente gaeliche.

Buona lettura!

Silvestro Serra

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