Il nostro modo di viaggiare

Sfogliando il numero di febbraio di Touring ci sono indubbiamente gustosi suggerimenti per andare (o ritornare) in allettanti luoghi o praticare itinerari viaggi e weekend. Si va dalle Prealpi bresciane, impegnate in un'opera di resilienza e di impegno contro lo spopolamento, alla valle di Gressoney, votata a un'economia green, al borgo arancione di Gradara, in Italia. Si allarga lo sguardo fuori dai confini nazionali e si va in Spagna con il racconto della discesa dello storico fiume Ebro nella Catalogna, e si arriva in Marocco, alla scoperta di una Marrakech, la “città rossa” per definizione ma circondata da una insospettabile corona verde di esuberanti giardini, tutti visitabili.

Ma vorrei porre l'attenzione del lettore di questo numero della nostra rivista sugli interventi che autorevoli collaboratori hanno firmato e che vogliono porre al centro alcune delle importanti questioni che riguardano e coinvolgono l'universo del turismo. Problematiche che ne possono pregiudicare o favorire uno sviluppo sostenibile. Primo tra tutti il tema attualissimo del cambiamento climatico, sottolineato dall'editoriale del presidente Franco Iseppi. Altro argomento su cui riflettere è l'allarme lanciato dal geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi riguardante la necessità di limitare l'uso delle risorse della Terra che ahimè non sono infinite. Di grande attualità anche il tema affrontato dai due geografi Morri e Giorda sul tema dell'Antropocene, termine che identifica l'attuale era geologica, caratterizzato dall'immensa e ormai irreversibile capacità modellatrice della terra da parte della specie umana. Con tutti i rischi che ne derivano.

Una ventata di ragionevole ottimismo (e un'iniezione di sano orgoglio) ci arriva invece nelle pagine riservate all'intervento di Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera, il quale, in una sorta di lettera aperta al Touring in occasione della ricorrenza dei 125 anni di vita dell'associazione, sottolinea proprio il ruolo, la storia e le prospettive future del nostro Club che ha sempre considerato il viaggio come uno stimolo alla curiosità ma anche al confronto e all'innovazione, e rimarca l'impegno benemerito dei nostri soci e dei tanti volontari nell'opera quotidiana di conservazione e valorizzazione dell'Italia come bene comune.

Buona lettura!

Silvestro Serra

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