Il nostro modo di viaggiare

Cambio di passo, uscita dal tunnel, ripartenza... chiamatelo come volete. Ma un fatto è certo: l'autunno dopo una estate di ripresa del movimento turistico, ha portato una ventata di iniziative, nuove idee, nuove destinazioni, nuova voglia di muoversi, scoprire, divertirsi. Lo testimoniano i dati dell'indagine svolta nella nostra comunità a fine estate dal centro studi del Tci. E quello che in questa ricerca balza all'occhio evidente, tra tanti dati incoraggianti, è la voglia di natura, di paesaggio, di luoghi non affollati, di relax. Stiamo uscendo da un lungo periodo straniante e per tanti anche ansiogeno causato da questa pandemia. Ma la sensazione, grazie alle azioni fatte e per contenerla, alle attenzioni prestate e alle autolimitazioni che ci siamo imposti, è che finalmente possiamo ritornare a guardarci intorno senza troppe paure e a godere della bellezza che ci circonda. 

Ed è proprio alla bellezza che è dedicata la storia di copertina di questo numero di Touring. Lo scrittore Paolo Cognetti anticipa quello che sarà uno dei temi trattati nella prossima guida verde del Tci dedicata a Milano e i suoi testi si accompagnano egregiamente al reportage fotografico di Lorenzo De Simone dedicato alla città. E paradossalmente è proprio Milano, considerata è vero bella da Stendhal, amata anche da Hemingway e persino dall'occupante generale Radetzky ma «così poco italiana, con la sua cattedrale gotica, la galleria liberty, il teatro dell'opera e a borsa degli affari...» che diventa ancora una volta nella sua storia, la locomotiva della ripartenza, il simbolo della ripresa, la bandiera verde del via libera. I segnali ci sono tutti, il successo degli eventi legati al design, alla moda, l'apertura di tanti nuovi hotel, tra cui il nostro palazzo Touring. E il ritorno dei turisti, visitatori, italiani a che dall'estero. 

Inutile ripetere che siamo ancora in una fase in cui prevale il cosiddetto turismo di prossimità, vista la difficoltà di recarsi all'estero. Ma, come sostiene il presidente Franco Iseppi nel suo editoriale di ottobre, questo turismo di prossimità, in attesa di un completo ritorno alla normalità, sta comunque dando i suoi frutti: dalla centralità dei beni culturali e delle città d'arte, e alle solide offerte del mare, montagna, laghi e cammini, nella scelta delle destinazioni scelte si è allargato l'orizzonte a comprendere i beni enogastronomici, le feste di tradizione, gli eventi, le Capitali della Cultura...

E sempre a proposito di bellezza segnalo uno spettacolare reportage fotografico dedicato alla meraviglia delle grotte italiane e in particolare a quelle che si trovano in Friuli Venezia Giulia: migliaia di caverne, voragini, abissi si aprono sotto l'altopiano del Carso al confine con la Slovenia. Una passione che l'autore, Carlos Solito, condivide con il fondatore del Tci, Luigi Vittorio Bertarelli, che fu anche lui instancabile anche come speleologo.

Ferdinando Scianna da Bagheria, Sicilia occidentale, e da mancato ingegnere ha risalito nel tempo l'Italia e la carriera scelta da adolescente fino a diventare uno dei più grandi fotografi, il primo italiano a essere accettato nell'esclusivo club dell'agenzia Magnum fondata da Robert Capa e Henri Cartier-Bresson. Intervistato dalla nostra Barbara Gallucci su questo numero, il maestro dell'obiettivo, ma anche giornalista, artista (e perché no, filosofo) fa il punto su una passione che lo ha portato a testimoniare con le sue immagini prima il complicato e affascinante universo della sua Sicilia, poi il resto del mondo. 

Chi invece ama visceralmente la sua città, Cagliari e dimostra di conoscerne e apprezzarne ogni angolo e scorcio, nonostante la sua giovane età è Matteo Porru, già affermato scrittore e vincitore a meno di 20 anni del premio Campiello Giovani. Insieme con lui  Gabriella Saba è andata in giro per le piazze, lei vicoli, le spiagge del capoluogo sardo, e ha raccontato su Touring i luoghi che lo hanno stimolato, appassionato e soprattutto ispirato nella sua breve ma già brillante carriera di scrittore.

In Basilicata non c'è solo la riscoperta di Matera che dopo aver ottenuto il titolo di capitale della cultura è diventata giustamente una meta ambita per i viaggi di molti visitatori. Esiste anche una Basilicata ancora sconosciuta che vale la pena di scoprire e valorizzare. Ed è quello che nel Vulture nel potentino, stanno facendo tanti giovani e moderni produttori del vino locale, l'Aglianico, più noto all'estero che in Italia. In questo caso non è importante solo la rivalutazione di un genuino prodotto doc ma il vino diventa la chiave per poter attirare visitatori e farli innamorare di questi paesaggi vasti e inaspettati, e di questi sapori  decisamente genuini. Lo scrittore Franco Arminio, grande sostenitore del territori del Sud, accompagna il reportage di  Tino Mantarro e le foto di Giuseppe Carotenuto  con una sua appassionata testimonianza.

Buona lettura!
Silvestro Serra

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