Tra imprenditori illuminati

«È una città di palazzi, con grandi fronti architettoniche, grandi porticati a colonne che la notte si stampano per terra nel chiaro di luna. Questo fasto non ebbe mai ragione né scopo ed è per me la sua principale attrattiva…. Generazioni di signori fantastici, chiusi nei loro umori, si dilettarono di erigere una Roma chimerica…» Così Guido Piovene ne «I falsi redentori» descrive la sua città natale.

E in effetti chiunque abbia occasione di visitare Vicenza non può non rimanere soggiogato dal fascino dei grandiosi edifici di Palladio e dei suoi epigoni; e la natura che la circonda è altrettanto straordinaria. Basta recarsi al tramonto sul piazzale del Santuario di Monte Berico – nel refettorio del convento è conservato Il miracolo di San Gregorio Magno, capolavoro del Veronese – per trovarsi davanti a una scenografica quinta teatrale con prospettive di montagne innevate e un incredibile cielo squarciato da tutte le sfumature del rosso. Non a caso Goethe, Edith Wharton, Camus, incantati da tanta bellezza, hanno lasciato pagine indimenticabili relative ai loro soggiorni tra i Colli Berici.
Purtroppo gli esempi palladiani sembrerebbero essere dimenticati di fronte alla enorme e ahimè incombente colata di cemento del nuovo Palazzo di giustizia che rappresenta uno degli esempi più clamorosi di distruzione di un paesaggio, avvenuto nonostante gli appelli inascoltati di Italia Nostra.

Per fortuna però vi sono anche esempi di illuminata imprenditorialità, attenta ad abbinare la cultura del passato con le esigenze del nuovo. Nella zona industriale, il grande monolite nero di Dainese, azienda leader dell’abbigliamento sportivo, ospita una sensazionale collezione di arte moderna; nelle cave Morselletto, celebri per i pavimenti, sculture e statue da giardino, e nel nuovissimo show room di Bisazza, creatori di sofisticatissimi mosaici, le archistar internazionali si alternano per illustrare i loro più recenti progetti. I farmaceutici Zambon organizzano eventi d’arte contemporanea aperti alla città, mentre il Salone di palazzo Thiene dove la Banca Popolare di Vicenza accoglie il pubblico, è arredato con quadri antichi e mobili d’epoca, anticipazione delle magnifiche raccolte dei piani nobili. Infine, nel Teatro olimpico, capolavoro di Palladio, la visita  è allietata da uno spettacolino di luci con musiche classiche e dei Pink Floyd e proprio qui ogni anno, si esibisce il celebre pianista András Schiff seguito dai suoi aficionado internazionali. Molte case hanno scaloni scenografici, androni, cortili con colonne, pareti affrescate e soffitti a cassettoni,elementi che caratterizzano anche esercizi pubblici, studi di professionisti e addirittura in pieno centro, una incredibile tipografia e un delizioso cinema ricavato da una antica chiesa sconsacrata.

Un’ultima curiosità: quasi tutte le signore vicentine sono appassionate di cucina e accedere alle loro riservatissime sale da pranzo, offre l’opportunità di mangiare come in nessun ristorante cittadino; ma soprattutto significa perdere la qualifica di foresto, come viene chiamato chi non ha frequentato le elementari in città.