Intervista a Bruno Zanardi

Nei depositi si nasconde un tesoro inestimabile?

Lo stimabile o l’inestimabile sono categorie dello spirito, nei depositi si trovano quadri di contesto, opere minori la cui funzione è dare un contesto alle opere maggiori che vengono esposte.
 
Si propone di svuotare i depositi, scelta giusta?
È  puro dilettantismo populista pensare che svuotando i depositi si riempirebbero i musei. Se noi mettiamo in mostra le opere di Agostino Sparapane da Norcia assicuriamo il pieno al museo che le espone? No. Il vero problema da affrontare è di natura culturale.
 
Ovvero?
Nei nostri musei tolti quelli principali non ci va nessuno. 
E se pensi di svuotare i depositi esponendo le opere altrove, le metti fuori contesto e non fai il bene di nessuno. Perché il pubblico già non è stato educato a capire le opere maggiori, figuriamoci con pezzi minori, 
da storici dell’arte. 
 
Prestarle all’estero potrebbe avere senso? 
Prestare quel che si trova nei depositi a istituzioni estere per un tempo limitato potrebbe avere un senso per aumentare la conoscenza artistica dei Paesi dove vengono esposte, non tanto per noi.
 
Che cosa dovrebbero allora fare i musei italiani? 
Al posto di cercare di esibire il maggior numero di opere possibile sarebbe meglio esporne a rotazione un numero limitato, così da poterle spiegare meglio e renderle accessibili al pubblico, in modo da educare le giovani generazioni e far sì che il museo torni a essere luogo di ricerca.
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Bruno Zanardi è docente di docente di teoria e tecnica del restauro, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo