L’Europa per il Nepal

Intervista a Alexander Spachis, dal 2009 Ambasciatore e Capo di delegazione dell’Unione europea in Nepal

Di che cosa si occupa l’Unione europea in Nepal? 

L’Unione europea contribuisce in modo consistente allo sviluppo del Paese: soltanto nel periodo 2007-2013 sono stati stanziati allo scopo oltre 150 milioni di euro. Tre le aree focali di intervento, decise dalla delegazione insieme al Governo nepalese: educazione; stabilità e peace building; facilitazione del commercio e costruzione della capacità economica. Ma l’Ue supporta attività anche in altri campi, come quelli dello sviluppo sostenibile, dei diritti umani e della conservazione ambientale. Oltre alle relazioni bilaterali con il Governo del Nepal, pubblichiamo regolarmente bandi in cui invitiamo le Organizzazioni non governative a sottomettere proposte da finanziare. 
 
Ci sono piani per favorire il turismo sostenibile? 
Certo. Un esempio di progetto di turismo sostenibile finanziato dall’Ue in Nepal è quello realizzato dalla ong olandese Snv. Snv è intervenuta localmente elaborando programmi di sviluppo rivolti a giovani e donne e orientati a migliorare la professionalità e la produttività dei servizi turistici. Lo scopo è duplice: aumentare le opportunità di reddito per i nepalesi e creare un settore del turismo più organizzato e sostenibile.
 
Quali sono i progetti nella valle dell’Everest?
Il progetto di gestione sostenibile delle foreste e delle terre comunitarie nel parco nazionale Sagarmatha è stato finanziato con 500mila euro. La ong italiana Cesvi, insieme al partner locale Mountain Spirit, sta lavorando per migliorare le condizioni di vita delle comunità montane: sviluppare e promuovere la conservazione in maniera partecipata è essenziale nel preservare il delicato equilibrio del luogo. Cesvi, tra l’altro, è la prima ong in Nepal a aver utilizzato un programma di finanziamenti diretti: in questo modo si responsabilizza il beneficiario a utilizzare correttamente le risorse e a gestirle negli anni a venire.