Parola di capitan Ciccio

Conosco di più l’acqua che la terra, ma la Casbah rimessa così a nuovo vale la pena di visitarla». Capitan Ciccio Adragna ha pescato dal mare uno dei simboli di Mazara e l’ha donato alla sua città: la statua greca nota in tutto il mondo come il Satiro danzante.

Allora le piace la Casbah restaurata?
«Finalmente ci si può passeggiare, non è più buia e malridotta. Mi fa pensare a quando ci andavo da ragazzo».

Com’era a quei tempi?
«Ci vivevano le famiglie dei marinai mazaresi, mi ricordo che c’era un cinema nella via Bagno, c’era sempre gente in giro. Poi l’hanno abbandonata, nessuno la curava più e ci sono andati a stare gli immigrati tunisini».

Con i tunisini ci ha lavorato? Come se la cavano in mare?
«Ci lavoro da sempre. È gente capace. E naturalmente sono come gli italiani: chi ha voglia di lavorare è un buon marinaio».

E in mare? Vale ancora la pena di gettare la rete e pescare? O magari trovare un altro Satiro?
«Il mare è come la terra, ci sono le “montagne”, i posti difficili dove nessuno va mai. Ma la pesca a Mazara è agli sgoccioli, sia per i costi del gasolio sia per i fondali troppo sfruttati, ormai non ce ne sono molti in cui si possa passare con la rete senza far danni. Pezzi di anfore qui se ne sono sempre trovati, ma certo, un altro Satiro è difficile...».

Meglio godersi quello che c’è...
«Sì, anche se lo mandano un po’ troppo spesso in giro per il mondo. Se uno vuol vedere la Gioconda deve andare al Louvre, penso io».

Lei è molto legato a quella statua, ne parla quasi con affetto.
«È un momento della mia vita che non dimenticherò mai. Anche se oltre al premio della Regione mi portò un sacco di guai. Nove anni di battaglie per avere la ricompensa e pur avendo consegnato subito il reperto, sono stato indagato per due volte; una anche per associazione a delinquere! Mi hanno detto che era un atto dovuto... Alla fine, del premio di legge ci hanno dato la metà».

Lei però al mare non avrebbe rinunciato comunque. 
«No, però avrei sposato le mie tre figlie. E mi sarei concesso una vacanza, ma in mare: una crociera. E invece devo lavorare ancora. Ma io vado per mare da 45 anni. E continuerò a farlo».