A Bolgheri, tra vigne e cipressi

La Maremma livornese: da ex palude a terra di grandissimi vini. Ora anche blasonata destinazione di un turismo country chic discreto e territorio magico di sapori, natura, mare e... poeti 

Con la sua nostalgica crepuscolare poesia, Davanti a San Guido, Giosuè Carducci ha reso immortali i cipressi che per quattro chilometri salgono ancora oggi alti e schietti e in duplice filar da San Guido fin sulla collina di Bolgheri. Ha legato il suo nome al borgo arroccato sul poggio panoramico di Castagneto, che ora porta anche il suo nome, ma da tempo le piante più famose della Toscana non sono più i cipressi, ma le vigne di merlot, di cabernet sauvignon, di petit verdot, ogni tanto interrotte da macchie chiare di uliveti e boschetti di lecci e da una storica centenaria quercia, quella di Bellavista, maestosa e panoramica che ha persino resistito a un fulmine (nella foto qui accanto).
L’antico paludoso latifondo maremmano dei Della Gherardesca è infatti diventato da qualche anno un terroir, come direbbero i vigneron francesi, cioè un territorio di grandi vini. I produttori italiani sono sbarcati in quest’area e hanno impiantato i loro migliori vitigni. Il primo, nell’immediato secondo dopoguerra, a intuire le potenzialità vinicole della zona fu il marchese Mario Incisa della Rocchetta, piemontese doc e mitico allevatore di grandi cavalli da corsa della scuderia Dormello Olgiata (come Nearco, Ribot, Donatello II e Botticelli); poi arrivarono i Gaja, sempre dal Piemonte, i marchesi fiorentini Antinori, e i bresciani Berlucchi, i Chiappini da Ripatransone nelle Marche e i Satta da Varese (ora sono 40 riuniti in consorzio). I loro vini, Sassicaia igt, Ornellaia doc, Masseto igt, Paleo rosso igt, Guado de’ Gemoli doc superiore, Allodio igt, Piastraia doc hanno raggiunto la cima delle classifiche mondiali.
Ma oltre che per il vino, il Maremma District è ormai entrato di diritto nelle destinazioni country chic da weekend e nelle agende dei viaggiatori internazionali e non solo per fan della bottiglia. Tanto che gli stessi produttori lungimiranti hanno avvertito l’esigenza di rendere più piacevole la loro ospitalità e invece di limitarsi a organizzare le degustazioni offrono all’interno delle loro tenute la possibilità di sostare in foresterie, bed and breakfast e agriturismi.

E ci sono in effetti numerosi motivi per soggiornare in questa dolce plaga molto speciale che dalle colline ricche di boschi, sentieri, borghi ben tenuti (Castagneto, Bolgheri, Casale Marittimo) e di punti panoramici, digrada lentamente fino a un mare pulito e ancora selvaggio (a sud le spiagge di Cala Violina e Cala Martina a Scarlino, a nord quelle di Marina di Bibbona, Donoratico e San Vincenzo). E in mezzo praterie, mandrie di vacche tenute a bada da cavalieri butteri nei caratteristici abbigliamenti di velluto, e poi allevamenti di asini e cavalli, coltivazioni di peperoncini, fattorie con spaccio e assaggi dei prodotti agricoli a km zero, ristoranti stellati in riva al mare come La Pineta di Luciano Zazzeri, cuoco e pescatore, un mito della ristorazione di pesce e del caciucco, ma anche linde e graziose osterie di qualità come la San Michele sulla via Aurelia a Donoratico sotto le volte di un antico palazzo e gestita da Debora, ex manager della moda di ritorno da Zurigo e Milano.

Anche le serate nella Maremma di primavera-estate conservano il ritmo tranquillo e vivace che è diventato il marchio di questo nuovo Toscanashire. Così se a Grosseto il weekend dal 16 al 18 maggio tutte le piazze e le strade del centro storico (Dante, Baccarini, Del Sale) diventeranno un palcoscenico per il Maremma Wine Food Shire con assaggi, artigianato e spettacoli, anche la discreta notte di Bolgheri è regolarmente ravvivata come una micro New York dai locali che offrono l’immancabile calice di Bolgheri doc, bruschette, ribollita e crostini (come la Enoteca Tognoni in via Lauretta), anche buona musica e performance artistiche (a prezzi low cost). Nell’ultimo locale aperto, La Taverna del pittore, mentre l’artista Stefano Tonelli ha illuminato le pareti dipingendo sensuali angeli femminili in volo, nel giardino si svolgono vere e proprie jam session di jazz dal vivo.