L'intervista. A tu per tu con Elio Fiorucci

Il mio colore preferito? Il verde. Nella mia mente questa tinta viene subito associata ai giardini botanici Hanbury, sul promontorio della Mortola, in Liguria. La bellezza di quelle coste vicino a Ventimiglia ti riempie gli occhi con quel mare che ha già i colori intensi della Costa Azzurra. I giardini poi sono un capolavoro, un gioiello che in Europa tutti ci ammirano per l’enorme varietà di piante provenienti da luoghi lontani e che si sono integrate perfettamente, grazie allo splendido clima. Ecco, come le tessere di un mosaico, penso che siano i dettagli a rendere speciale l’Italia.
Sono nato a Milano ma ho vissuto l’infanzia a Piona, una piccola penisola sul lago di Como, dove c’è un bellissimo convento dei frati cistercensi antecedente al XII secolo. Un complesso che si integra con la natura, creando quell’unicità che si può trovare solo da noi.
Come far capire a chi non la conosce com’è l’Italia? Alcune volte me lo chiedo, tante sono le immagini di bellezza che mi sovrastano. Provo a metterle in ordine. Parto dalla natura e quindi dalla Toscana, in particolare dal parco dell’Uccellina, tra Alberese e Talamone (Gr). Lì faccio bellissime passeggiate a piedi. E mi capita di incontrare cinghiali, ma anche animali selvatici e volatili mai visti prima.

Per me l’Italia è anche la magia di una città millenaria come Roma. Questa metropoli ha un ruolo unico nel mondo per la stratificazione delle culture che contiene e che ancora oggi danno vita a uno spettacolo unico ed emozionante. Amo moltissimo anche i dintorni, la Via Appia e le terme, luoghi che tuttora, a distanza di secoli, parlano di uno stile di vita evoluto e piacevole. Poi Venezia. Di questa città mi piace tutto: il suo clima, la sua luce cangiante, i suoi odori, la sua storia così onnipresente. Penso che sia il luogo ideale dove portare gli amici e ogni volta che ci vado mi sembra di vivere all’interno di un dipinto del Canaletto.
Dopo tutto questo girovagare, mi è venuta fame. Come racchiudere in poche righe i piaceri profondi che la gastronomia italiana ha suscitato nel mio palato? Le nostre eccellenze non sono solo le cucine regionali, ma io direi locali. Seguendo solo le brevi distanze che separano un qualsiasi piccolo centro da uno confinante, si possono scoprire piatti nuovi e indimenticabili.
Insomma, toglietemi tutto, ma non la mia Italia.»

 

Questo è il modo di viaggiare di Elio Fiorucci.

Potete scoprire il nostro modo di viaggiare dal 13 marzo visitando la mostra “In viaggio con l'Italia”.

E voi? Qual è il vostro modo di viaggiare? Scriveteci, costruiamo insieme un altro pezzo di questa storia!