Il caso. Per il demanio siamo abusivi

A Foiano della Chiana, dopo cento anni, un cartello stradale posto sul muro della caserma dei Carabinieri diventa un casus belli tra il Tci e l’Agenzia del demanio - direzione regionale Toscana e Umbria. Vediamo perché

Ai primi di febbraio giunge alla sede del Touring Club Italiano una raccomandata a.r. del 20 gennaio 2014 dall’Agenzia del demanio, direzione regionale Toscana e Umbria. Ciò che si comunica è a dir poco incredibile. Si chiede al Touring di versare 598,09 euro a titolo di indennizzo per il periodo 2011 e 2012 per aver installato una targa segnaletica Touring su un muro esterno di un fabbricato che è sede della caserma dei Carabinieri di Foiano della Chiana (Ar). Siamo davanti a una delle tante follie della burocrazia italiana. Già perché quella targa, oggetto di un sopralluogo di un funzionario il 1° luglio 2011, si trova in quel posto da un secolo, anno più, anno meno. E non si pensi che sia una targa pubblicitaria! Tutt’altro! Si tratta di un cartello di Comune, ossia di uno di quei 426mila cartelli stradali che il Touring cominciò ad apporre a partire dal 1897 – unico allora in Italia – , su invito dei Comuni per indicare il nome della località e i servizi disponibili in loco. Lo Stato si sveglia dopo cento anni per una targa che, come tutte quelle realizzate dal Touring in anni lontani, fu certamente commissionata dal Comune di Foiano della Chiana, che evidentemente decise, un secolo fa, dove installarlo. La raccomandata ribadisce tuttavia che se il Tci volesse mantenere il cartello su quel muro dovrà stipulare un contratto di concessione ad hoc con l’Amministrazione statale! Giustissimo, dal punto di vista legale, se il cartello fosse di proprietà Tci.
Ma i motivi per rimandare al mittente la surreale richiesta del solerte, ma lentissimo funzionario del demanio sono davvero tanti. In realtà il cartello non è del Touring Club Italiano, anche se vi compare il nome, ma del Comune che aveva commissionato il cartello al Tci, partecipando alle spese di realizzazione. Quindi la contestazione si doveva indirizzare al Comune.
Il Touring, oltre a produrre i cartelli, contribuiva alla copertura delle spese in quanto aveva in quegli anni tra i propri scopi statutari la conoscenza del territorio italiano, «far conoscere l’Italia agli italiani», e di conseguenza studiare la progettazione delle strade, i materiali delle medesime e tutte le indicazioni da apporre. Compresi i cartelli stradali.  

L’opera benemerita del Tci, in quegli anni lontani, nel promuovere il turismo e agevolare il viaggio, è parte della storia d’Italia.
I cartelli di Comune prodotti nei primi decenni del Novecento furono ideati direttamente dal Touring e non sono altro che gli antenati degli attuali cartelli che troviamo agli inizi dei centri abitati per annunciare il nome della località.
Le tabelle, tutte smaltate, con scritte in bianco su fondo blu scuro, riportavano il nome della località, l’appartenenza amministrativa e i servizi presenti in luogo (ufficio postale, posto telefonico pubblico, ufficio telegrafico ecc.). A un certo punto a causa del forte aumento dei costi di produzione si cercò anche uno sponsor e così comparvero indicazioni come “Lampo benzina superiore” oppure “Standard” (la benzina che diventerà Esso).
Tornando a Foiano della Chiana, sottolineiamo che il cartello ha un valore storico non da poco; inoltre va da sé che se fu posto su quel tal muro da parte del Comune significa che allora nulla ostava alla sua posa.
Che sia quasi centenario lo confermano le indicazioni che si trovano, oggi obsolete.
Per esempio, l’indicazione amministrativa locale davvero antica (circondari e mandamenti).
Un’altra curiosità che salta all’occhio osservando il cartello di Foiano sono i simboli grafici utilizzati per indicare i servizi presenti in luogo. Il telefono, tanto per citare il simbolo più evidente, riporta il disegno della prima cornetta telefonica a forma di cilindretto da avvicinare all’orecchio: è quella che si trova nei film di Stan Laurel e Oliver Hardy.
Che ora, a distanza di cento anni, a fronte di un’opera civile meritoria si chieda conto di un “abuso” al Touring è davvero incredibile.
Dallo Stato ci saremmo aspettati tutt’altro: per esempio un «grazie».
Per aver ideato e promosso, quando ancora nessuno ci pensava, le indicazioni stradali in un Paese che era ai suoi primi passi.  

Non tutti i cartelli storici del tci sono nell’occhio del ciclone come a Foiano della Chiana (Ar). Molti cartelli in cento anni si sono degradati e più di un Comune ha proceduto a proprie spese al loro restauro per riportarli all’antico splendore. È ciò che hanno fatto i Comuni di Grottammare (nella foto a sinistra l’inaugurazione nel 2002), Collazzone e Potenza Picena, per citare alcuni casi.
Lì almeno si è colto il valore storico (e civile) di quei manufatti!