La storia. 120 anni di Touring

In 120 anni di vita le geniali intuizioni dei fondatori del Touring si sono trasformate in progetti innovativi, poi realizzati in tutti i settori del tempo libero, consentendo uno sviluppo del turismo e del modo di viaggiare che vale ancora di più oggi

Se si Ripercorrono a ritroso i 120 anni di storia del Touring ci si rende subito conto di come la nostra associazione abbia avuto, fin dai primi anni, sull’onda di un entusiasmo patriottico incontenibile (si era a soli 34 anni dall’Unità del Paese), iniziative geniali e d’avanguardia che hanno modificato la storia del Paese, contribuendo in modo significativo al suo miglioramento economico, sociale e organizzativo.

I fondatori. Senza due personaggi del calibro di Luigi Vittorio Bertarelli (nella foto) e Federico Johnson forse il Touring non sarebbe mai nato. Si deve a loro, infatti, l’idea della costituzione, presso l’Albergo degli Angioli in Milano, dell’associazione dei “velocipedisti” milanesi, l’8 novembre 1894. Il primo nome del sodalizio è Touring Club Ciclistico Italiano (Tcci). Sono 57 i soci quel giorno, ma fra tutti emergono le figure di Federico John­son, che assume la carica di direttore generale (equivalente a quella odierna di presidente), e di Luigi Vittorio Bertarelli, eclettico viaggiatore, esploratore, speleologo e soprattutto ideatore e promotore di guide e carte.

Le prime sedi e il palazzo di Corso Italia. Nei giorni successivi alla fondazione, la sede è in via Rovello 6, ma già nel 1895 si trasloca in via Gabrio Casati 2. Seguono gli uffici di via Giulini e di piazza Durini 7, sempre in affitto. Nel 1904 l’associazione approda a palazzo Taverna, in via Montenapoleone 14 (dove riceve la visita di re Vittorio Emanuele III), occupando mille metri quadri. Qui resta fino alla realizzazione nel 1914 dell’attuale prestigiosa sede di corso Italia 10, nel palazzo in stile eclettico disegnato dall’ingegner Achille Binda. L’impegno economico dell’associazione è notevole ed è richiesto il contributo dei soci: rispondono all’appello in 4.681, che devolvono un minimo di 100 lire ognuno (pari a circa 270 euro di oggi).

La caratteristica del Tci rispetto ad altre associazioni è sempre stata quella di dare in omaggio ai soci, ogni anno, alcune pubblicazioni in esclusiva. Grazie a questo metodo le tirature di guide e libri illustrati hanno raggiunto numeri altrimenti inimmaginabili per l’epoca.
Dopo le prime Guide-itinerario uscite dal 1896, il prodotto che ha caratterizzato l’attività editoriale dell’associazione è stata la Guida d’Italia.

La mitica Guida Rossa (dal colore della copertina), voluta fortemente da Luigi Vittorio Bertarelli, vede la luce nel 1914, con il primo volume dedicato a Piemonte, Lombardia e Canton Ticino. La guida – che si avvale di controlli e segnalazioni da parte dei soci residenti nei territori, invitati a collaborare a questo straordinario progetto – è distribuita a tutti gli iscritti e colma un vuoto colossale. Finalmente l’Italia è descritta e fatta conoscere agli italiani. La collana si rinnova più volte nel corso del tempo, ma il radicale rifacimento degli anni Ottanta permette un rilancio incredibile, tanto che l’impegno del Tci è riconosciuto negli anni Novanta anche dal ministero per i Beni e le attività culturali che assegna alla guida il ruolo di repertorio “ufficiale” del patrimonio storico-artistico italiano.
 

Il ruolo dell’editoria. Tra gli altri volumi che hanno fatto la storia del Tci ci sono quelli della collana Attraverso l'Italia dalla copertina azzurra, tra i primi libri illustrati dedicati alla Penisola nella storia dell’editoria italiana: sono consacrati a ogni regione, con fotografie in bianco e nero dei fratelli Alinari. Ne escono più edizioni e l’ultima, alla fine del Novecento, si avvale della collaborazione dei massimi fotografi italiani del tempo, da Toni Nicolini a Gianni Berengo Gardin, da Mimmo Jodice a Cesare Colombo, da Mario Cresci a Pepi Merisio. Sono anni in cui l’attività editoriale del Tci è il fiore all’occhiello dell’associazione; si moltiplicano titoli e collane: la Guida breve d’Italia degli anni Trenta è sostituita da più edizioni della Guida Rapida, nascono le Guide Verdi d’Europa, seguite, a partire dagli anni Ottanta, dalle Guide Verdi del Mondo e dalle Guide Verdi d’Italia; si consolida per portarla al completamento, la Guida dei Monti d’Italia (nata nel 1934 e conclusa nel 2013) in collaborazione con il Club alpino italiano. Nascono e si rafforzano prodotti come l’Annuario dei Comuni e i repertori, con la Guida agli alberghi e ristoranti, anche oggi un punto di riferimento per il turista. I volumi illustrati si impongono per interesse e curiosità: Italia meravigliosa, Attraverso l’Europa, Archeologia industriale sono rimasti nella memoria di migliaia di soci, come i tre volumi della collana Città da scoprire, testimonianza dell’impegno del Tci, già negli anni Ottanta, per un nuovo modo di fare turismo. L’Italia è un grande museo diffuso sul territorio e i suoi valori culturali sono da conoscere in ogni angolo del Paese, filosofia declinata ancor oggi nel motto «Il nostro modo di viaggiare».
Per il Tci il mezzo per girare e conoscere al meglio il Paese è in un primo tempo la bicicletta, tanto che l’associazione è alla nascita solo “ciclistica” (si inventano e si distribuiscono le cassette degli attrezzi: una miniofficina diffusa sul territorio) ma ben presto arriva l’automobile: il Touring ne capisce l’importanza e ne sovrintende alla relativa burocrazia con l’emissione delle prime targhe di immatricolazione delle auto, promuove la rete di pompe di benzina e la progettazione della prima autostrada d’Italia e d’Europa nel 1923, la Milano-Laghi, con il tratto fino a Gallarate.
 

Per agevolare la viabilità per i ciclisti e poi per gli automobilisti, il Touring pensa da subito di installare sulle strade i cartelli segnaletici. Anche qui è un pioniere. Dal 1897 al 1953 il Tci posiziona in Italia 426mila cartelli, realizzati in proprio, spesso donati da soci benefattori. Di questi, quelli più caratteristici, che ancor oggi spesso si vedono, sono i cartelli indicatori dei centri abitati, sponsorizzati da aziende (soprattutto dalle benzine Lampo e Standard, quest’ultima antenata della Esso) con le indicazioni, attraverso apposite simbologie grafiche, della presenza di uffici postali, posti telegrafici e telefonici, pronto soccorso, pretura, stazione ferroviaria ecc.

Grafica e design hanno avuto sempre un posto di rilievo nella vita dell’associazione tanto che nella storia hanno collaborato alcuni grandi designer come Bob Noorda, che ha rivisitato negli anni Ottanta il marchio del Touring (pur mantenendo la bandiera tricolore e la ruota della bicicletta), e ha dato linee coordinate ai prodotti editoriali e alle attività del Tci, l’artista belga Jean Michel Folon che ha firmato l’immagine simbolo per i 90 anni del Touring, e il designer statunitense Milton Glaser, autore del manifesto che ha celebrato il centenario dell’associazione.

L'eccellenza della cartografia. Il primo grande ambizioso progetto cartografico del Tci è la Carta d’Italia 1:250.000, distribuita gratuitamente ai soci. Illustra, a partire dal 1906, la viabilità di tutto il Paese. È quasi impossibile farne a meno e infatti il numero di soci aumenta costantemente, anno dopo anno. La carta resta valida per un trentennio fino a quando si realizza una cartografia ancora più dettagliata, in scala 1:200.000, che nel corso del tempo si afferma come quella di maggior successo del Paese, soprattutto quando negli anni Settanta si riuniscono le carte negli Atlanti stradali Nord, Centro e Sud, offerti anche in cofanetto. E, a proposito di Atlanti, altri punti d’eccellenza sono il grande Atlante internazionale, il primo di questo genere in Europa (esce nel 1927), e quindi L’Atlante tematico d’Italia, realizzato in collaborazione con il Cnr.
 

Se lo scopo del Tci è far conoscere l’Italia agli italiani, l’altro obiettivo è educare i giovani; così nel 1913 si iniziano a promuovere le gite scolastiche. Pochi anni dopo il Touring acquista anche un ruolo sociale fondando il Villaggio alpino in Valganna per gli orfani della prima guerra mondiale. Oggi l’attenzione verso il mondo dei giovani continua con Classe turistica, il Festival del turismo scolastico che premia i video sui viaggi di studio realizzati dalle classi della scuola secondaria di secondo grado.

Per fare turismo, oltre ai mezzi di trasporto ci vogliono le strutture sul territorio. Il Tci si fa carico, già nei suoi primi anni, di studiare come deve essere un albergo tipo, tanto che nel 1906 all’Esposizione internazionale di Milano presenta una mostra sulle camere d’albergo, frutto di un apposito concorso. Negli anni seguenti (1926) traduce in pratica i suoi progetti realizzando a Milano l’albergo Touring, in via Tarchetti, affacciato su piazza della Repubblica.

Ma il Tci è un antesignano anche nel campo dei villaggi turistici. Alle Tremiti, alla Maddalena e a Marina di Camerota acquisisce fondi agricoli (uno splendido uliveto secolare a Camerota) e li trasforma in strutture per soggiorni marini dei soci. Si vuole proporre una vacanza rispettosa dell’ambiente dove la natura può essere vissuta a tutto campo. All’inizio installa semplici tende, successivamente per migliorare lo standard del soggiorno, monta il guscio, un bungalow progettato da Roberto Menghi. È talmente rivoluzionario e geniale che vince nel 1967 il Compasso d’oro, il più autorevole premio mondiale di design. Negli ultimi decenni il Tci migliora ulteriormente la qualità del soggiorno installando strutture ancora più confortevoli, integrandole sempre nell’ambiente.
 

La prima rivista mensile vede la luce nel 1895. Nel corso di 120 anni il Touring edita milioni di copie di riviste dedicate ai diversi temi seguiti dall’Associazione. Tra le tante, la Rivista Mensile, La Sorgente, Monti e boschi, L’Alpe, L’albergo in Italia, Turismo e alberghi, Marco Polo, Le Vie d’Italia, Le Vie del Mondo, Qui Touring, Touring Junior, Alisei, la rinnovata Vie del Mondo e l’attuale Touring, entrambe in collaborazione con la National Geographic Society. La tiratura, grazie all’imponente numero di soci, le ha rese sempre le riviste (e non solo di turismo) in assoluto più diffuse del Paese.

L’attenzione all’ambiente. Il Tci è sempre stato, fin dalle origini, sensibile ai problemi ambientali, proponendo, per esempio, nel 1935, la costituzione del parco nazionale dello Stelvio. Questa attenzione all’ambiente, mai sopita, ha portato il Tci a prendere posizione in innumerevoli casi e oggi più che mai, in accordo con le altre associazioni ambientaliste, è promotore di campagne nazionali volte a salvaguardare il Paese dai continui attacchi all’ambiente e al paesaggio.

Le Bandiere arancioni sono una tra le più recenti eccellenze nella storia del Tci. Le Bandiere blu “premiano” le località di mare: ma non solo quelle destinazioni devono essere certificate; si pensa all’incredibile numero di borghi lontani dal mare, nell’entroterra, che meritano attenzione. Così nascono le Bandiere arancioni, luoghi dove il turista si può recare sapendo di avere un’accoglienza e un’ospitalità da manuale, ordine, aria pulita, ambiente gradevole e sostenibile.

L’apertura al volontariato culturale è un’altra importante innovazione del Tci. Quanti beni culturali del Paese non sono fruibili perché chiusi al pubblico per mancanza di personale? Ecco allora che si formano soci volontari che si mettono a disposizione della comunità dei viaggiatori e assicurano l’apertura di tanti siti (50 a oggi, sparsi in 18 città). Aperti per Voi in poco tempo raggiunge un milione di visitatori (mentre scriviamo ha tagliato il traguardo dei due milioni), grazie ai 1.600 volontari per il Patrimonio culturale. Il vantaggio è così doppio: si promuove il turismo e nel contempo si offre una motivazione di partecipazione civile a tanti soci per essere attivi e aperti al sociale.

I Consoli sono le figure istituzionali volontarie incaricate da sempre di rappresentare l’associazione sul territorio. Oggi la presenza in tutta Italia del Tci fa leva sia sui consoli sia sui Club di territorio, struttura nata negli ultimissimi anni che si basa sulla volontà del Touring di coinvolgere i soci nella propria realtà locale. Scopo dei Club è infatti stimolare la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale delle località e far partecipare i soci alla vita dell’associazione.
Il coinvolgimento dei soci cresce negli anni e diventa non solo “locale”, ma “istituzionale” con le visite della Penisola del tesoro che in 15 anni fa conoscere 180 luoghi. Oggi con il nuovo sito www.touringclub.it e con la costituzione della community virtuale i soci partecipano in prima persona alla vita associativa, dialogano, si scambiano esperienze di viaggio: diventano davvero una comunità di viaggiatori. Questo è il Tci del futuro!