L'intervista. A tu per tu con Mario Calabresi

Giornalista, scrittore, direttore de la stampa, Mario Calabresi è un attento osservatore del mondo e dell’Italia. “Negli ultimi anni c’è stata una grande e costante valorizzazione della cultura enogastronomica. Il trionfo delle sagre e delle feste tra doc e dop. Abbiamo così riscoperto il territorio e siamo riusciti a comunicarlo benissimo. Una sera ero a una cena con personaggi politici locali anche importanti, in Texas, e hanno discusso mezza serata sul posto migliore dove mangiare la pasta con le sarde in Sicilia! Insomma su questo siamo riusciti a esportare la qualità, ma...” già c’è un grosso ma: “Purtroppo questa cosa ha fatto passare totalmente in secondo piano la valorizzazione dei beni artistici e culturali. È come se ci fosse più attenzione per il gusto che per il resto. Non è stato fatto il salto di qualità in questo senso”. E prosegue con un esempio quasi da manuale del degrado di alcune aree del Belpaese.

”Non molto tempo fa mi è capitato di visitare Pompei ed è stata un’avventura. Innanzi tutto non c’era parcheggio e ho dovuto lasciare la macchina vicino a un ristorante, previa consumazione. Poi ho scoperto che non si poteva pagare l’ingresso all’area archeologica con il bancomat o la carta di credito e io non avevo contanti come il gruppo di giapponesi appena scesi dal pullman che si sono messi a fare un’assurda colletta. Una volta entrato sono andato a cercare una guida e non ce n’erano se non irregolari, da pagare ovviamente in nero. Sono cose squalificanti per un Paese. L’Italia sembra rifiutare degli standard, mentre all’estero hai delle certezze quando viaggi. È assurdo, ma con le mostre evento è tutto ben organizzato, con il patrimonio no. Si continua a darlo per scontato, ma non lo è.”

Eppure ci sono spiragli di luce: “Per fortuna ci sono luoghi che sono stati riportati ad antico splendore. Da quando sono a Torino ho scoperto la bellezza della Venaria Reale recuperata, del nuovo allestimento del Museo egizio, la geniale invenzione del Museo del cinema nella Mole antonelliana... E poi mi piacciono anche recuperi che hanno creato polemiche come l’Ara Pacis e la teca di Richard Meyer. Un contrasto estetico forte. A me comunque piace, la trovo impressionante”.

Questo è il modo di viaggiare di Mario Calabresi.
Potete scoprire il nostro modo di viaggiare dal 13 marzo visitando la mostra “In viaggio con l'Italia”.

E voi? Qual è il vostro modo di viaggiare? Scriveteci, costruiamo insieme un altro pezzo di questa storia!