L'intervista. A tu per tu con Dacia Maraini

"Il luogo che mi interessa di più è quello che devo ancora scoprire. e ce ne sono tanti". Parola di Dacia Maraini, scrittrice, sceneggiatrice, poetessa nata a Fiesole nel 1936, da madre siciliana e padre metà fiorentino e metà inglese, cittadina del mondo e viaggiatrice. Come preferisce viaggiare? "La preferenza la do al treno, quando non devo attraversare l’oceano. Il bagaglio cerco di farlo più leggero possibile, ma coi libri è difficile... Ho diverse macchine fotografiche, ma per comodità finisco per portarmi dietro solo il telefonino".

Il grand tour oggi, secondo Dacia Maraini: quale potrebbe essere l’incipit?
"Partirei dall’Italia perché prima di conoscere i Paesi stranieri bisogna conoscere il proprio. Poi cercherei di fare dei confronti fra le zone più civilizzate: i Paesi scandinavi, l’Inghilterra, gli Stati Uniti d’America, e i Paesi più arcaici, come quelli del Centro Africa. Si scoprirebbero molte cose sui guasti del colonialismo e sulla saggezza dei popoli pagani. Ma le cose sono complicate ed è bello confrontarsi con civiltà e culture diverse".

E per una vacanza nel Belpaese, quale meta sceglierebbe?
"Sono anni che, appena ho qualche giorno libero, vengo qui in montagna, dove ho una piccola casa nel mezzo del parco nazionale d’Abruzzo, dove scrivo con tranquillità e mi trovo benissimo. Mi piacciono i boschi, gli animali selvatici – lupi, cervi, orsi, che anche se non li vedi, li senti – mi piace molto camminare, fare sci di fondo, stare all’aria aperta. Noto che quando esco dai tracciati più comuni, non incontro mai nessuno. Mi piace passeggiare dove la natura non è stata dominata e spesso, diciamo, sconciata e rovinata dall’uomo".

Le affidano il dicastero della cultura e del turismo. qual è la sua prima azione?
"Rifiuterei subito l’offerta. In questa Italia anarcoide e personalistica, è quasi impossibile prendere decisioni per la collettività. Un Paese sequestrato dalle lobby, in cui i soldi per le attività se ne vanno in stipendi che non si possono ridurre per nessuna ragione. Se non si cambia modo di fare politica, non si potrà mai concludere nulla".

Questo è il modo di viaggiare di Dacia Maraini.
Potete scoprire il nostro modo di viaggiare dal 13 marzo visitando la mostra “In viaggio con l'Italia”.

E voi? Qual è il vostro modo di viaggiare? Scriveteci, costruiamo insieme un altro pezzo di questa storia!