L'intervista. A tu per tu con Valeria Parrella

Quando le raccontarono che un collega norvegese era rimasto chiuso in casa tre mesi per scrivere il suo libro, Valeria Parrella spalancò gli occhi incredula: "Io non potrei scrivere se non avessi un continuo contatto con il mondo, con le persone, con la mia città". Dal suo esordio nel 2003 fino all’ultimo romanzo, Tempo di imparare, questa giovane scrittrice napoletana (è del 1974) riesce a combinare vitalità e ironia con una ricerca dolorosa e impietosa dei sentimenti. Scrive spesso di spazi interiori, Valeria. Ma è una curiosa del mondo. "Mi piace molto viaggiare per l’Italia. Poi il nostro Paese è così vario... Da bambina, ricordo lunghe trasferte con i miei genitori con una 128 giallo uovo che andava al massimo a 80 chilometri orari. Fra le mete più frequenti il Trentino-Alto Adige con soste in Toscana, dove c’era sempre una festa dell’Unità..."

Le sue mete ideali italiane?
"Ravenna e la Tuscia, perché amo il romanico e i mosaici. Anacapri e Ventotene, perché amo il mare. Val Venosta e val di Fassa, perché amo la montagna".

Approfitta dei tour di lavoro e dei festival letterari per fare turismo?
"Sì: io approfitto di tutto nella vita. Anche di una visita medica: se mi sposto e c’è una mostra, mi calcolo due ore in più e la vado a vedere. A volte giro per Napoli ed entro in chiese mai viste… eppure ci vivo, ma a Napoli ci sono più chiese che palazzi…la mia città mi spiazza, mi strania. Ci sono quartieri che non conosco affatto, dove mi perdo volentieri. Poi Napoli ha una bellissima metropolitana di cui stanno continuando ad aprire stazioni, progettate da artisti e le visito come se andassi al luna park".

Arriva un amico da lontano: dove lo porta?
"A Spaccanapoli. E al borgo marinaro a prendere il caffè: mentre ci sediamo gli chiedo: «Vuoi guardare Capri o il Vesuvio?»".

Questo è il modo di viaggiare di Valeria Parrella.
Potete scoprire il nostro modo di viaggiare dal 13 marzo visitando la mostra “In viaggio con l'Italia”.

E voi? Qual è il vostro modo di viaggiare? Scriveteci, costruiamo insieme un altro pezzo di questa storia!