L'intervista. A tu per tu con Philippe Daverio

“Il mio amore per l’arte è nato quando avevo 10 anni e con i miei genitori visitai la Villa imperiale di Pesaro. Ricordo ancora nitidamente tutto, gli interni con i meravigliosi saloni dai soffitti affrescati. Il parco con le limonaie e le piante messe in enormi vasi di legno verde. Ebbi la percezione di un sogno, la magia assoluta del sogno italiano di bellezza, in questa villa simbolo dei grandi casati italiani degli Sforza e dei Della Rovere e in cui soggiornò anche l’imperatore Federico III nel 1469. Ecco quel complesso resta nella mia mente come l’immagine dell’Italia che era e come potrebbe tornare. Un Paese bucolico e fatato in cui la meravigliosa natura si fonde con l’architettura e l’arte. Da qui prendere coraggio e fare un passo indietro per ridisegnare il Paese tornando ai tempi dell’eleganza. Come ha fatto Daniele Kihlgren, un imprenditore italo svedese, che ha comprato un paese abbandonato nel parco nazionale del Gran Sasso (Santo Stefano di Sessanio, ndr) per riportarlo ai fasti del borgo medievale del passato con ripristini rigorosamente autentici.

Vivo l’Italia come un immenso tesoro en plein air da valorizzare e proteggere. Questo si innesta con l’atteggiamento di tanti italiani che sono riusciti a rispettare e conservare i luoghi in cui vivono. Un esempio è la val di Norcia, ancora intatta, un patrimonio paesaggistico che invito tutti a visitare, una meraviglia che racconta l’unicità italiana tra le province di Siena e Grosseto, a ridosso con l’Umbria.
A proposito di Toscana, come non citare i miei ricorrenti soggiorni estivi a Capalbio, quando, ma questo ormai risale a un po’ di anni fa, amavo prendermi cura dei cavalli che spazzolavo a lungo e poi cavalcavo lungo la spiaggia libera. In Italia anche la natura è speciale, come per esempio quella formazione naturale che è chiamata “tombolo”, che sono poi quelle dune protette che si trovano in questi posti.

Siamo un concentrato di varietà, siamo un Paese unito ma non uniforme e non uniformabile. Come spiegare altrimenti la differenza tra Napoli e Venezia? Tra queste due città sono tanti gli elementi che le rendono diverse, tanto da immaginarle situate in due Stati agli antipodi. Com’era nel passato.

L’italia ti stimola a cambiare approcci mentali, culturali e visivi a distanza di pochi chilometri. La sua unicità consiste nelle differenze antropologiche e culturali che chi vive qui oppure viene a visitarci può sperimentare. Ma ci tengo a ricordare sempre che l’Italia è la culla della cultura occidentale. Non per niente ancora a oggi a Oxford, Inghilterra, come a Tübingen, Germania, due dei poli universitari di riferimento da sempre, si continua a parlare latino”.

Questo è il modo di viaggiare di Philippe Daverio.
Potete scoprire il nostro modo di viaggiare dal 13 marzo visitando la mostra “In viaggio con l'Italia”.

E voi? Qual è il vostro modo di viaggiare? Scriveteci, costruiamo insieme un altro pezzo di questa storia!