L'intervista. A tu per tu con Paolo Fresu

“Ho cominciato a viaggiare grazie al jazz” dice Paolo Fresu, classe 1961, compositore sardo. “In India, in Cina, negli Usa crogiolo della musica che ha cambiato il Novecento, e poi in Australia, Sudamerica e Africa, un continente in cui mi sento a casa.” Viaggiare, per Fresu, significa scoperta, scambio, incontro con le persone che animano i luoghi e li fanno vivere. In questo senso, dice, l’Italia è una terra così ricca e varia da non temere confronti. “Quando sono in tour per l’Italia, ogni volta colgo lo stupore dei colleghi americani o europei: rimangono esterrefatti dalla nostra ricchezza e varietà: in ogni luogo esistono pensieri, linguaggi, tradizioni differenti, linfa vitale per la creatività, forse anche per questo il jazz italiano è attualmente uno dei più interessanti al mondo”.

Nel 2012 ha organizzato attraverso la Sardegna un viaggio musicale in 50 tappe, quasi tutte nell’interno; il libro In Sardegna edito da Feltrinelli racconta l’esperienza. E consiglia: “Fate tappa nella Barbagia di Belvì con paesaggi e tradizioni ancora integre, e poi a Nuoro, dove io stesso continuo a scoprire cose interessanti: Casa Ruju, una dimora patrizia vicina a quella di Grazia Deledda, o le botteghe artigiane nei quartieri storici di Seuna e Santu Pedru. Da lì ci si sposta facilmente verso la sorgente di Su Gologone, a Oliena, Dorgali, Mamoiada: è una zona particolarmente ricca, preziosa.”

In viaggio preferisce la natura, la campagna, il contatto con le persone. “Di recente ho scoperto le Dolomiti d’inverno e progetto un trekking per l’estate. Mi piacciono i piccoli paesi dell’interno in Basilicata, le chiese rupestri di Matera, l’area di Fermo nelle Marche e la Romagna per la simpatia della sua gente. Ho a cuore anche la Sicilia: Palermo è bellissima, e Siracusa, con l’isola di Ortigia illuminata da una luce magica, mi è rimasta nell’anima.”

Questo è il modo di viaggiare di Paolo Fresu.
Potete scoprire il nostro modo di viaggiare dal 13 marzo visitando la mostra “In viaggio con l'Italia”.

E voi? Qual è il vostro modo di viaggiare? Scriveteci, costruiamo insieme un altro pezzo di questa storia!