L'intervista. A tu per tu con Corrado Augias

Sorridente come un ragazzo, abbandonate le vesti di scrittore, giornalista e autore, Augias si racconta come viaggiatore. Il physique du rôle, del resto, ce l’ha, potrebbe sembrare un aristocratico camminatore del secolo scorso che va alla scoperta di cime sconosciute e tempestose con passo costante e alato. In realtà nel suo primo viaggio non ha scoperto le montagne, ma il mare vero perché quello del litorale romano era per lui solo spiaggia e paletta.

”Partimmo per Santa Margherita Ligure con un treno che camminava a singhiozzo e che impiegò quasi due giorni per arrivare; ricordo i bagagli stretti con le corde e riposti nelle apposite reticelle dove venivano sistemati anche i bambini. Alla fine lo vidi, il mare, fatto di onde, scogli, pesci, con l’odore di salsedine e il rumore dell’acqua contro la roccia. Una visione che mi è rimasta dentro e che abbino all’idea di benessere e di ricchezza. La guerra era appena terminata, l’Italia era in condizioni catastrofiche e intorno a me vedevo case, strade e fabbriche distrutte, ecco perché quel mare mi diede ristoro”.
Augias si fa severo in viso: “Si fa presto a dire viaggiare” continua “il viaggio è una cosa complicata ed è indissolubilmente legato alla scoperta, ma la scoperta richiede tempo, voglia, cultura. Roma, per esempio, la mia città, uno dei centri più stratificati al mondo: come si fa a visitarla senza essersi documentati prima? È inutile vedere il Colosseo senza sapere a che cosa serviva, perché si chiama così e via discorrendo, basta allora comprarsi una cartolina con la sua immagine e contemplarla a piacimento”.

Si infervora: “Per scoprire il nostro Paese ci vuole cultura e conoscenza perché è tutta una bellezza. Anche se togli Roma all’Italia, c’è ancora tutto un mondo da scoprire. Penso alle piccole capitali d’arte disseminate sul territorio: per esempio ho un ricordo meraviglioso di Calcata, il borgo in provincia di Viterbo quasi sospeso nel vuoto. E poi ci sono città splendide, una tra tutte Palermo, il confine fra tre civiltà (europea, araba, bizantina) da cui partirei per un ipotetico libro sul viaggio nel nostro Paese che potrebbe essere intitolato Tutto l’oro d’Italia”.

Questo è il modo di viaggiare di Corrado Augias.
Potete scoprire il nostro modo di viaggiare dal 13 marzo visitando la mostra “In viaggio con l'Italia”.

E voi? Qual è il vostro modo di viaggiare? Scriveteci, costruiamo insieme un altro pezzo di questa storia!