Uomini e toponimi. Quando l’atlante dà i numeri

Possiamo trasformare l’età del Tci in un itinerario geografico attraverso l’Italia? Certo che sì: basta unire le località che hanno un nome matematico. Che sono...innumerevoli

Centoventi? Cento è una cittadina in provincia di Ferrara, ci sono nati il sacerdote garibaldino Ugo Bassi, un pittore grande e secentesco, Guercino, e uno minore del Quattrocento, Marco Zoppo.
Per il Venti, invece, Ventimiglia non vale, visto che sappiamo che il nome della città non vuole dire affatto “venti miglia”. La ricorrenza del 120° anno del Touring si può festeggiare, volendo, con un Giro d’Italia. Ecco la top ten: Masciago Primo (Varese), Villa San Secondo (Asti), Terzo d’Aquileia (Udine), Quarto d’Altino (Venezia) oppure, più facile, Quarto dei Mille (Genova), Quinto Vercellese o Vicentino (ex aequo); Sesto San Giovanni (Milano), Settimo Milanese. Per Otto ci sono un Ottobiano (Pavia) e un Ottone (Piacenza), ma non c’entrano coi numeri. Esistono però frazioni con nomi come Valdottavo (Lucca), Ottavello (Piacenza), che peraltro è sulla strada di Settimo e Quarto.
Qualcuno riporta a “otto” anche toponimi come Oggiono (Lecco) o Occhiate (Milano), ma forse non è Otto-numero, ma Otto-nome di persona. Proprio dal numero ordinale «octavus» deriva anche il toponimo Uggiate (Como), che molto fa ridere i collezionisti di quei toponimi lombardi che sono o sembrano essere verbi (Uggiate e Usmate sono i più godibili). Proseguendo la nostra graduatoria, i diversi Novi, Nova, Novara, Noventa e anche Nove (quest’ultimo vicentino) derivano più o meno tutti da “nuovo” (nuovo insediamento, o nuova coltivazione), ma il numero è in qualche modo rappresentato da Nonantola (Modena), che si riferisce a “novanta”. Si chiude la decina in Sardegna, con Decimomannu e Decimoputzu (entrambe in provincia di Cagliari).

L’origine numerica di questi nomi è legata perlopiù a misure stradali o agrarie. La pietra miliare, per esempio, dava nome all’abitato che sorgeva in corrispondenza: come se le stazioni di servizio prendessero nome dal chilometro corrispondente dell’autostrada. Oltre il dieci c’è poco, anche se una certa frazione aostana, Diemoz, sembra derivare da “dodici” (cioè Duodecimum). Ad Alessandria c’è un Quattordio; Quindici è ad Avellino, Quintodecimo in provincia di Ascoli Piceno. Forse è un’indicazione stradale anche Millesimo, in provincia di Savona.
In quanto alle misure agrarie, c’è una bella sequenza di Emilia: Ducèntola (Bologna), Trecèntola (nome antico, fra Modena e Ferrara), Quarantola (frazione modenese), Quingentole (che è invece nel Mantovano e fu patria del grande cruciverbista Bruno Bozzoli), Ottantola (come Trecentola) e la già citata Nonantola (Modena), che ci accompagna sino a Cento.

Facendo le somme, come possiamo organizzare una gita che celebri i 120 anni del Touring? Che Cento debba essere il punto di partenza mi pare fuori da ogni dubbio. Per arrivare velocemente a centoventi, la cosa più semplice è saltare in provincia di Cagliari: prima Decimomannu, poi Decimoputzu, cento più dieci più dieci fa centoventi, e siamo a posto. Ma si potrebbe anche fare la somma Cento più Quattordio più Sesto San Giovanni.
Alla fine, però, i dizionari etimologici ci consentono anche un viaggio diretto. In provincia di Asti c’è il comune di Vésime, che anticamente si chiamava “Veximus” perché distava venti miglia dal capoluogo (pietra miliare: “ad vigesimum lapidem”). Cento e Vésime stanno sulla carta d’Italia come Cento e Venti sulla linea del tempo: a segnare una distanza, ma anche un raggiungimento possibile.