Photofinish. La storia allo specchio

Francesco De Francesco

L’autore di questa foto è Francesco De Francesco, 74 anni, ex professore di Padova. Se volete vedere i vostri scatti pubblicati su Touring inviatene un massimo di cinque in formato jpeg a photofinish@touringclub.it, o caricate le vostre gallery e i vostri racconti di viaggio su www.touringmagazine.it.

Da un po’ di tempo io e mia moglie sognavamo di tornare a Vienna, anche perché quando in precedenza c’eravamo stati non eravamo riusciti a vedere il palazzo della Secessione, simbolo del movimento. Così l’anno scorso approfittando di un momento di tranquillità abbiamo esaudito il desiderio. Vienna è una città che non si finisce mai di scoprire e ammirare. Per prima cosa abbiamo visitato il palazzo della Secessione appunto, un palazzo bianco, lineare e senza finestre, sovrastato da una cupola dorata simile a un cavolo d’oro. Bellissimo l’affresco di Klimt, capo della secessione viennese, in onore di Beethoven. Da piazza della Secessione lungo la Linke Wienzeile abbiamo ammirato i due palazzi che sono il compendio del nuovo stile promosso dai secessionisti, lo Jugendstil, vale a dire il liberty viennese. Successivamente la mia passione per le piante e la professione di ingegnere mi hanno portato a privilegiare la Palmenhaus, la serra delle palme, bella costruzione in acciaio, che si trova nel parco dei giardini del Castello di Schönbrunn, visita che ci ha occupato per quasi un giorno intero, e la parte storica. Passeggiando nella zona pedonale prima di arrivare in Stephansplatz per rivisitare il Duomo di S. Stefano, edificio romanico gotico, fra i più importanti di Vienna, le cui fondazioni risalgono al 1147, sono stato colpito dal palazzo con specchi che c’è quasi di fronte al Duomo e che nella visita precedente mi era sfuggito. Mi sono chiesto quale fosse stata la motivazione per cui fosse stato approvato un così ardito accostamento fra un palazzo moderno, “specchiato” e il Duomo. Guardando il palazzo da un’altra angolatura mi è sembrato di poterne intuire il motivo: lo splendido gioco di specchi, grazie al quale le guglie gotiche, nate per guidare lo sguardo dell’uomo verso il cielo, si riflettono sulle vetrate del palazzo, crea una sinergia storica fra il passato e il presente carica di magia.

Fotografie di: Francesco De Francesco