Svizzera, sul lago a cinque cerchi

Massimiliano RellaMassimiliano RellaMassimiliano RellaMassimiliano RellaMassimiliano RellaMassimiliano Rella

Il lago è quello di Ginevra e i cerchi, idealmente, quelli olimpici. Su queste acque infatti si affaccia Losanna, Capitale dei Giochi moderni, una città dove tutto è all’insegna degli sport e dell’arte a essi dedicata. Da ammirare nel museo appena riaperto, e da praticare all’aria aperta

La Capitale Olimpica, l’unica città al mondo a vantare questo titolo, è anche un immenso museo all’aperto che a ogni passo ci ricorda lo spirito e la bellezza dello sport. Sia quella classica, retaggio dell’antica Grecia, la patria dei giochi, sia quella contemporanea di Robert Graham, Igor Mitoraj e Antoni Tàpies, per citare alcuni artisti che si sono misurati con la plasticità di corpi in tensione e movimento. L’originale collezione en plein air attraversa il lungolago di Losanna, partendo idealmente dal Cio, il Comitato olimpico internazionale, per finire nei giardini del rinnovato Museo olimpico, riaperto dopo un ampio restauro da 50 milioni di franchi, oltre 40 milioni di euro. Una curiosa passerella artistica formatasi negli anni con le donazioni delle federazioni sportive, in omaggio alla prestigiosa istituzione internazionale e alla città ospite.

Il CIO è a Losanna da quasi un secolo. Era il 1915 quando alla vigilia della guerra il barone Pierre de Coubertin fece trasferire la sede e gli archivi da Parigi sulle rive del lago Lemano. Da allora è stato un crescendo di piccoli progressi e avanzamenti, come se la città si fosse sottoposta a un costante allenamento per la sua competizione ideale. Gara vinta e premio incassato. Oggi, infatti, lo sport muove un giro d’affari di 198 milioni di franchi l’anno, secondo uno studio dell’Académie Internationale des Sciences et Techniques du Sport (2004-07). Tanta ricchezza arriva anche dalla presenza, nel cantone Vaud (il Vodese), di oltre cinquanta federazioni internazionali, dalla pallacanestro al ciclismo, riunite nella Casa internazionale dello sport, una sede moderna rivestita da una struttura a maglie grigia, progettata dallo studio di architettura Matti Ragaz, di Berna, e inaugurata nel 2006 proprio a Losanna.

La Casa è chiusa al pubblico, ma nei giardini possiamo ammirare Il ritmo perpetuo, due maratoneti in bronzo opera di She Duofu, rievocazione della corsa internazionale di Xiamen, in Cina. «Il Cio ha sviluppato buone relazioni e ha portato grandi eventi in città» ci dice il direttore di Lausanne Tourisme, Claude Petitpierre. «Nel 1993 abbiamo avuto il riconoscimento di Capitale olimpica e ogni giorno ospitiamo un seminario, un congresso o un workshop sullo sport. Tra il 1998 e il 2012 abbiamo ospitato anche 26 tra campionati mondiali ed europei, dalla ginnastica al triathlon. Con grande partecipazione, basti pensare ai 22mila maratoneti dell’ultima edizione della 20km di Losanna».

Questa vocazione sportiva è vista con favore dalla popolazione, che può sfruttare un grande apparato d’impianti, percorsi ciclabili e piste di pattinaggio. Una di queste si trova al Flon, moderno quartiere nato dal recupero di un’area magazzini, in pieno centro, colorato e strabordante di locali, concerti e giovani. L’educazione sportiva, se non a casa, comincia comunque presto, nelle scuole. Con tre ore di lezione a settimana e poi ogni mercoledì, grazie al programma Sport Passion, accesso gratuito per gli studenti a tutti gli impianti e club del territorio.

Un altro caso interessante di “democrazia sportiva” arriva anche da Aigle, raggiungibile in trenta minuti di treno passando tra il lago Lemano e il paesaggio vinicolo del Lavaux, protetto dall’Unesco (vedi box a pagina 65). Grazioso villaggio con castello medievale, dal 2002 Aigle ospita il Centro mondiale del ciclismo (Cmc), un efficiente velodromo con pista in legno di 200 metri, uffici e officine sotto una copertura di architettura moderna.

È qui che vengono ad allenarsi futuri campioni da tutto il mondo: 6/12 mesi di duro addestramento e un programma speciale per i giovani ciclisti provenienti dai Paesi emergenti: Africa, Asia, America Latina. Per loro, tutto gratis: viaggio, vitto, alloggio, bici, istruttori e accessori.
«Con questa iniziativa stiamo cercando di diffondere il ciclismo anche nei Paesi poveri sostenendo gli atleti meno abbienti», dichiara Paul-Henri Rey, manager del Cmc.
In dieci anni il Cmc ha dato l’opportunità di allenarsi a 600 giovani atleti provenienti da 118 nazioni coperte dal piano di supporto economico. Nel gruppo sono maturati campioni come il keniota Chris Froome, secondo al Giro di Spagna del 2011, o l’eritreo Natnael Berhane, vincitore della tappa regina del giro di Turchia 2013.
Questo però non deve scoraggiare chi non pratica l’agonismo. Il velodromo di Aigle, infatti, è aperto agli amatori con pacchetti e abbonamenti ad hoc. In alternativa ci attende una ragnatela di tremila chilometri di strade, sentieri e piste ciclabili, con il massiccio del Giura sullo sfondo.

L’altra grande risorsa sportiva è il lago Lemano, che permette di fare vela, canoa, sci nautico e windsurf. Cercate una scuola di navigazione? Andate nel quartiere Ouchy, la marina di Losanna, per corsi amatoriali, patenti nautiche o una semplice gita su un battello alimentato a energia solare.

Di nuovo con i piedi a terra fate anche una passeggiata attorno alla trecentesca torre del castello di Ouchy, oggi sede di un albergo, e tra le installazioni lungo la banchina. Una è l’Eol, un segnavento alto venti metri della scultrice svizzera Clelia Bettua (1995). Un’altra è l’Ouverture au monde, scultura in acciaio inox formata da 36 pannelli a forma di diamante, opera di Angel Duarte.

Nulla, però, in confronto alla ricca collezione di sculture, oggetti e accessori sportivi che ci aspetta nel vicino Museo olimpico, inaugurato dal Cio nel 1993 e riaperto a dicembre dopo una grande riprogettazione, con tre livelli tematici interni, un po’ di multimedialità, una buona dose di interattività e oltre mille pezzi in esposizione. Il rinnovamento è stato curato dallo studio di Losanna Brauen & Wälchli e dal paesaggista Yves Le Baron, che ha riorganizzato i giardini e il percorso di sculture tra piante esotiche e autoctone. Una maratona dell’arte che conquista anche i visitatori più pigri grazie alla forza muscolare dei Lottatori dell’ungherese Ibolya Török, alla fantasia dei Calciatori della francese Niki de Saint Phalle, all’eleganza della Ginnasta dell’australiana John Robinson.
Dopo questa gimkana estetica allunghiamo il passo verso il quartiere Vidy per ammirare un’ultima scultura, opera dell’artista messicano Leonardo Nierman. Per ironia della sorte, la Fiamma dell’amicizia brilla e arde – l’accostamento è del tutto casuale – davanti alla sede di una multinazionale del tabacco. È il simbolo dello spirito sportivo, quella scintilla che fin dalle origini ha sempre accompagnato i giochi olimpici. E che quindi oggi, a Losanna, è più che mai di casa.

Fotografie di: Massimiliano Rella