Cipro: l’ultimo sole con Afrodite

Franco CappellariFranco CappellariFilippo SilvestrisFilippo SilvestrisFranco CappellariFranco CappellariAlfonso LorenzettoAlfonso LorenzettoAlfonso LorenzettoAlfonso Lorenzetto

Se si ha ancora voglia di mare in una destinazione facile, vicina e non cara, tutta europea, ma con un pizzico del fascino del Medio Oriente e con una lunga storia alle spalle, Pafos e le sue spiagge sono un’ottima soluzione. E in pieno autunno una settimana per due persone (volo compreso) può costare meno di mille euro 

Secondo Christos Petinos, direttore dell’hotel Cynthiana Beach di Pafos, i turisti italiani sono in aumento. «Sono simpatici e cordiali, molto più di altri ospiti stranieri». Parla in un italiano corretto, grazie ai sette mesi passati qualche anno fa in una scuola alberghiera dell’Eur a Roma, e ciò determina specialmente al telefono un avvio più piacevole della conversazione. Tanto che aggiunge: «a volte, quando la stagione lo permette, riesco a concedere agli italiani un ulteriore sconto del 10 per cento...».
Pafos in effetti è oggi una meta molto comoda grazie ai voli low cost bisettimanali di Ryanair da Orio al Serio, Bologna e Roma Ciampino. Sono un po’ più di tre ore di viaggio per arrivare nel settore occidentale dell’isola di Cipro, la regione di Pafos, e godere così di una stagione gradevole già da metà marzo e poi fino a metà novembre. Alla fine dell’estate c’è ancora voglia di sole e Pafos può rivelarsi una meta ideale anche per un finesettimana lungo per concludere la stagione quando nelle nostre città il clima si è fatto già rigido. La vacanza a Pafos si compone di due elementi irrinunciabili: il mare con la sua natura (e il benessere) e l’archeologia; quindi anche un breve soggiorno è sufficiente per godere appieno di queste componenti che fanno della meta cipriota una località davvero molto interessante. Il primo consiglio, una volta giunti in aeroporto, è di noleggiare un’auto, badando però al fatto che a Cipro, come in molti luoghi ex domini britannici, si guida tenendo la sinistra; in alternativa ci sono i taxi, piuttosto economici: sono la soluzione più tranquilla per raggiungere l’albergo prescelto.
Il mare dell’isola è splendido: si trovano sia spiagge sabbiose sia scogli; ma la natura più interessante la si può avvicinare se si programma una giornata in fuoristrada (ci sono agenzie che mettono a disposizione gipponi con autista al costo di 220 euro per equipaggio) nella penisola di Akamas.

Il paesaggio usciti da Pafos è caratterizzato da estesi bananeti, grazie a un microclima di tipo tropicale, da pianure e dai primi rilievi punteggiati da carrubi e ulivi. Una delle zone più belle, dopo aver fatto una sosta alla chiesa di Agios Georgios per ammirare il mare sottostante, è la riserva naturale di Lara, dove in primavera, sulla estesa e splendida spiaggia sabbiosa, approdano le tartarughe Caretta caretta per depositare le loro uova. Qui già in aprile è estate.
La località è protetta: non vi si possono installare strutture turistiche, la spiaggia si presenta allo stato naturale. È emozionante, ma la balneazione è consentita e ne vale davvero la pena, in un'acqua limpidissima (qui tra l’altro passa il sentiero europeo E4). Oltre alla pista in terra battuta vi sono vari sentieri per trekking nella natura, con tratti anche in ombra: oltre a carrubi e ulivi, sul versante nord della penisola si aprono vallette verdi ricoperte da boschi di pino d’Aleppo e qualche cedro endemico.
L’archeologia, dopo il mare e la natura, è l'altro motivo di estremo interesse per il turista che visita questi luoghi. Non a caso Pafos è stata designata insieme alla danese Aarhus capitale europea della cultura per il 2017. I vari scavi avvenuti nella seconda metà del Novecento hanno reso l’area di Pafos, che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’umanità, davvero invidiabile: si tratta prevalentemente di testimonianze della presenza romana, resti di ville e di pavimenti musivi dei primi secoli dopo Cristo, ma vi sono anche reperti d’epoca ellenistica. La prima località da visitare a Pafos è il suo parco archeologico (biglietto d’ingresso euro 3,40), proteso verso il mare, ai margini della città. Qui si trovano i meravigliosi mosaici delle case di Dioniso (una villa romana del III-IV secolo d.C., con scene mitologiche e di caccia di grande effetto) e di Teseo, ma anche resti di altre costruzioni, colonne e capitelli.

Il secondo luogo d’interesse archeologico è la cosiddetta area delle Tombe dei re, in realtà una necropoli di dignitari, di famiglie importanti d’epoca ellenistica, dove si dice che forse sia stato sepolto uno dei Tolomei d’Egitto. Il terzo sito archeologico, più distante da Pafos, è quello di Kourion, un’antica città-stato dove si può ammirare un teatro greco-romano sul tipo di quello di Taormina, ancor oggi utilizzato per spettacoli musicali e teatrali, e la casa romana di Eustolio, protetta da una grande tettoia, anche questa con splendidi pavimenti musivi ben conservati.
Oltre al mare, Pafos offre molte strutture per il benessere (tutti i grandi alberghi ne sono dotati) ma vogliamo sottolineare anche la gastronomia, un mix tra la cucina greca e quella mediorientale. Nei locali sul porto e nei paesi il menu tradizionale con mezé (decine di portate tra verdure, pesce e carne) è diffusissimo e permette di conoscere, senza spendere molto, i piatti tipici ciprioti. Per i dolci infine, nella periferia della città, a Geroskipou, si trova il laboratorio dolciario Aphrodite delights specializzato da generazioni nella produzione di lukumia, le gelatine morbide a vari gusti e infarinate con zucchero a velo, l’unico prodotto cipriota a denominazione protetta dalla Ue. Presso l’outlet, con modica spesa, si può fare un pieno di golosità, non solo di lukumia, ma anche di croccanti, sciroppi, miele e altri dolci. E si riparte golosi e... contenti. 

Fotografie di: Franco Cappellari,Filippo Silvestris,Alfonso Lorenzetto,Stefano Gerardi,Piero Carlesi