Rio de Janeiro, l'onda carioca

Claudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio MorelliClaudio Morelli

Il prossimo anno ospiterà la finale dei Mondiali nel rinnovato Maracanà, nel 2016 sarà la sede della prima olimpiade brasiliana. Rio de Janeiro sta vivendo uno nuovo periodo d'oro, figlio del boom economico del Brasile, e aiutato dalla bellezza stupefacente di una città ricca di contraddizioni che però sta cambiando volto. Senza dimenticare di continuare a divertirsi.

Nel gennaio del 1502 il navigatore portoghese Gaspar de Lemos, sbarcato nella baia de Guanabara, pensò di trovarsi davanti alla foce di un fiume e battezzò quel luogo come «fiume di gennaio». Anche se il suo nome nasce da un equivoco, oggi Rio de Janeiro è conosciuta in tutto il mondo per essere la cidade maravilhosa. Una metropoli di 6 milioni di abitanti (che diventano quasi 12 considerando anche i sobborghi), in continuo divenire, soprattutto ora, quando fervono i lavori per i Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016. Il punto migliore per scoprirla è la spiaggia di Copacabana, da vivere fin dal mattino, quando, complice il fuso orario, chi è fresco di arrivo dall’Italia e si sveglia all’alba può godersi lo spettacolo di un arenile già animato da gente di ogni etnia e colore che si ritrova a fare jogging prima di andare a lavorare. Un universo in movimento a cui viene irrefrenabilmente voglia di aggiungersi, come ho fatto anch’io, indossando le scarpe da jogging e correndo accanto a tanti altri.

Il singolare mix di dinamismo e dolce vita che si respira a Rio me lo spiega poco dopo, davanti a una colazione vista mare, Alexandre Campbell, fotografo carioca che dopo aver vissuto diversi anni a Parigi se n’è tornato a casa perché non sopportava due cose: il freddo e il riscaldamento domestico. Mi chiede: tu sei di Milano? E allora devi sapere che Rio sta a San Paolo come Roma sta a Milano. E capisco al volo la differenza. Qui la gente cammina con calma, alza lo sguardo per vedere come cambia il cielo, sa prendersi il tempo per sorseggiare una caipirinha ai chioschi delle spiagge 9 e 10, le più alla moda, senza guardare troppo l’orologio. Merito del clima, ma anche di un carattere creativo, che guarda con fiducia al futuro, in piena controtendenza con quello che avviene in Europa, ma anche in America. Certo, il boom economico brasiliano aiuta, ma qui si vive la giovinezza di idee e ideali che da noi sembrano essere in larga parte perduti. C’è un’energia che ti fa sentire bene e che si assorbe quasi sotto pelle, camminando in mezzo alla gente.

Ho scelto di soggiornare sulla Praia de Copacabana perché volevo provare l’emozione di svegliarmi sulla spiaggia più celebrata del pianeta, con la sua distesa di sabbia lunga quattro chilometri. Fino all’ultimo ero stata indecisa con il vicino quartiere di Leblon, dove abita l’intellighenzia carioca e  va in scena il tramonto più spettacolare. Oppure se soggiornare negli alberghi di Niterói, da dove si gode della migliore vista sulla baia, dominata dal Pan di Zucchero. È una zona super chic, che si raggiunge da Rio attraverso un ponte di undici chilometri, eletta da tutte le classifiche come il luogo migliore dove vivere in Brasile. La scelse anche l’architetto Oscar Niemeyer per il suo Mac, il bellissimo museo di arte contemporanea che somiglia a un’astronave atterrata su uno sperone di roccia, a picco sul mare. Per volare a Rio non occorre mettere molto in valigia: bastano solo short e magliette, perché si compra tutto sul posto. A partire dalle hawaianas, le tipiche infradito rivisitate da beachwear famosi, come Adriana Degreas, che ha utilizzato la stampa della storica facciata art déco del Copacabana Palace, albergo progettato dall’architetto francese Joseph Gire. Qui, il motto viver la vida è valido 24 ore al giorno. A partire dalla colazione di mezzogiorno nei ristoranti, quando vanno in scena opulenti buffet, come quello del Real Astoria, locale molto amato dalle famiglie brasiliane che si ritrovano per festeggiare il compleanno della nonna o i fidanzamenti ufficiali.

E poi c’è il churrasco, l’enorme barbecue in cui i diversi tranci di carne sono arrostiti sul fuoco, lentamente, su spiedi in formato XL. Il migliore l’ho assaggiato al Fogo de Chão, nel quartiere di Botafogo, dove i camerieri, armati di coltelli affilatissimi, danzando freneticamente, lasciano sui piatti fette di carne profumatissima. Ma le calorie si smaltiscono volentieri passeggiando tra i sentieri del Jardim Botânico, considerato per bellezza ed estensione uno dei dieci giardini più belli del mondo, con oltre 8mila specie di piante, un’oasi di pace a 710 metri di altitudine, dove rilassarsi all’ombra, respirando il profumo dei fiori. Autentici labirinti verdi anche quelli che si snodano nel parco nazionale Tijuca, il più vasto parco urbano del mondo, che offre la possibilità di escursioni nella natura rigogliosa, oltre a essere il punto di accesso alla statua del Cristo Redentore.
 

Per chi, invece, preferisce una passeggiata dal taglio architettonico c’è la città vecchia, raggiungibile in metropolitana o con un taxi, il regno dei caffè storici, come la Confeitaria Colombo o il Bar Luiz, fondato nel 1887. Qui si trovano anche il Museo nazionale delle Belle arti e la spettacolare Cattedrale Metropolitana, progettata dall’architetto modernista Edgar de Oliveira da Fonseca e completata nel 1976. Vista dall’esterno può lasciare un po’ perplessi per la sua forma a piramide conca, ma l’interno, con la sua navata impreziosita da una vetrata colorata di 60 metri d’altezza, lascia davvero senza fiato. Riserva delle belle sorprese architettoniche anche il quartiere di S. Teresa, dove si affrontano i 215 scalini dell’Escadaria, la scalinata ricoperta di mosaici colorati dedicata al popolo brasiliano dall’artista Jorge Selarón. Vale la pena di visitare anche il Museu da Chácara do Céu, un centro d’arte progettato da Wladimir Alves de Souza, all’interno del parco progettato dal paesaggista Roberto Burle Marx.

L’area bohémienne di Lapa, accanto all’antico acquedotto, dove ogni sera si vivono gli autentici ritmi carioca, è affollata da decine di locali, come il Rio Scenarium, classificato dal  quotidiano britannico The Guardian tra i dieci migliori bar del mondo, dove si può anche mangiare con il sottofondo di  musica dal vivo. Non distante da qui si trova l’enorme spazio del Circo Voador, sul cui palcoscenico si esibisce la scena rock brasileira suonata dalle migliori band, e il Fundição Progresso, centro culturale ricavato da una fabbrica di oggetti di ferro che ospita rassegne di video, cinema e teatro, mostre di fotografie e design, oltre a spettacoli di vario tipo. Durante il weekend le strade di Lapa restano chiuse al traffico, ed è bello lasciarsi trasportare a occhi chiusi dalla musica. Samba, bossa nova e forró, un mix di ritmi africani ed europei nato nelle campagne del Nordeste, che esce dagli altoparlanti dei locali e richiama i passanti che si fermano a ballare liberamente in strada fino alla madrugada, all’alba. Del resto, nelle calde serate di Rio, dove è estate tutto l’anno, nessuno ha fretta di andare a dormire.

Fotografie di: Claudio Morelli