Photofinish. Monaci in Myanmar

Andrea Rizzente

L’autore di questa foto è il socio Andrea Rizzente, 35 anni, addetto alle vendite in un vivaio di Rho (Mi). Se volete vedere i vostri scatti pubblicati su Touring inviatene un massimo di cinque in jpeg a photofinish@touringclub.it, o caricate le vostre gallery e i vostri racconti di viaggio su www.touringmagazine.it.

Sono molte le tradizioni che il Myanmar conserva, ed è un Paese ancora ricco di spiritualità che ho scoperto durante un viaggio che ho fatto lo scorso agosto.
All’ora del tramonto le pagode offrono uno spettacolo meraviglioso: risplendono di oro e pietre preziose che imbellettano i vari Buddha, presenti in ogni angolo del Paese, e che contrastano con la generale povertà in cui vive la popolazione. I fiumi si snodano tra la folta vegetazione e alimentano nugoli di insetti. Ed è proprio lungo le sponde di un corso d’acqua, originatosi dal lago Inle, che ho avuto modo di conoscere il villaggio di Iwama e di osservare per breve tempo l’interno di una scuola buddhista.
Ciò che più mi ha colpito sono stati la semplicità degli arredi e la disposizione ordinata dei banchi e degli scolari, intenti a eseguire i compiti assegnati loro da un maestro non presente nella stanza. Gli studenti hanno le teste rasate e indossano le vesti dei monaci: forse pochi di loro lo diverranno, ma si esercitano comunque ad ascoltare la propria voce interiore, a conoscere gli insegnamenti del Buddha e ad apprezzare il silenzio carico di misticismo. Mi è sembrato che i ragazzi stessero anche pregando; ordine, compostezza e silenzio sono gli ingredienti di questa scuola orientale in cui gli alunni apprendono il rispetto di se stessi e degli altri, l’etica comportamentale e un’autonoma capacità di pensiero. Questi giovani possono, con la loro semplicità gestuale, rispolverare i valori che giacciono sopiti nelle nostre coscienze.

Fotografie di: Andrea Rizzente