Il caso. Riparte villa Taranto

Chi si ricorda che cosa è successo il 25 agosto 2012 sul Lago Maggiore? Fu un uragano terribile che si abbattè su parte della costa borromea del lago e i giardini botanici di villa Taranto ebbero danni ingentissimi. Centinaia di piante sconvolte, molte ribaltate con le radici fuori terra, scalzate dalla furia del vento. Ma ora il parco a fatica sta risorgendo. Con il sostegno di tutti gli appassionati.

Il 25 agosto scorso Il Lago Maggiore è stato sottoposto alle più violente furie della natura: la perturbazione Beatrice si è abbattuta su numerosi centri rivieraschi provocando ingenti danni. Tra le strutture colpite i preziosi giardini di villa Taranto a Pallanza (Vb), tanto che in pochi minuti 800 piante sono state sradicate o abbattute, gli arbusti divelti, le aiuole sconvolte.
Le ferite sono state tali che, subito dopo la devastazione, il commento di Roberto Ferrari, direttore della struttura, era stato molto pessimistico: «Ci vorranno almeno due anni di chiusura per ripristinare i giardini. Ma non torneranno mai più come prima». Poi, nelle settimane successive sono intervenuti gli uomini del Corpo forestale e della Protezione civile e si è ovviato ai danni più gravi, mettendo in sicurezza le piante pericolanti. Ma il lavoro che resta da fare è enorme: oltre alla irrecuperabile perdita di piante secolari, occorre ripristinare gli impianti luce, le aree giochi, le panchine, gli stessi viali che attraversano il parco e sostituire centinaia e centinaia di essenze andate distrutte nel nubifragio. La direzione dei giardini di villa Taranto ha nel frattempo lanciato una sottoscrizione di fondi per il ripristino del patrimonio verde. Un recente comunicato comunque annuncia la riapertura già per il 19 marzo 2013 (www.villataranto.it). Anche se menomato il giardino tornerà presto a vivere.

Prima. La storia. Il parco botanico che si affaccia sul Verbano ha una storia antica, essendo nato nel lontano 1931 per iniziativa del capitano scozzese Neil Mc Eacharn (ora è di proprietà dello Stato) e da allora è diventato nel corso del tempo una tappa obbligata non solo per i turisti che visitano i centri del golfo borromeo, ma anche per le scolaresche che avevano così modo di vedere da vicino alberi e fiori rari ed esotici. Sono infatti circa 150mila i visitatori che ogni anno varcano il cancello della villa per ammirare il patrimonio verde, percorrendo i 7 chilometri di sentieri che raggiungono i 16 ettari coltivati.

Dopo. Bollettino di guerra. La lista delle piante abbattute dopo il nubifragio che ha colpito il parco di villa Taranto sembra un bollettino di guerra. La maggior parte degli alberi sono stati sradicati e si presentavano «gambe all’aria», come nel caso della foto sopra (un Fagus sylvatica), oppure decapitate e con rami spezzati come nella foto a destra (la Liquidambar styraciflua).