Itinerario. Nella valle delle cascate

Piero CarlesiPiero CarlesiPiero CarlesiPiero Carlesi

Da La Thuile, in Valle d'Aosta, un comodo sentiero nel bosco porta alle tre cascate del Rutor, la cima più importante della valle. L'escursione è ancora possibile in autunno, almeno fino alla prima cascata; poi proseguire dipende dal meteo e dalla stagione.

La Thuile, ingiustamente, non è tra le più famose località della Valle d’Aosta. La causa principale di questa scarsa notorietà è data dal fatto che ci si deve andare apposta e solitamente ci si va se la meta è il Colle del Piccolo San Bernardo, o addirittura la val d’Isère, in Francia. Negli ultimi anni La Thuile si è però imposta d’inverno come meta apprezzata dagli sciatori, grazie al collegamento internazionale con la vicina la Rosière, ma nelle altre stagioni resta un luogo tranquillo dove la montagna, i sentieri e i rifugi sono le uniche vere attrazioni. E fino all’arrivo della neve è meta ideale per compiere escursioni dai panorami mozzafiato al cospetto del Rutor e, in lontananza, del Monte Bianco, tra boschi, laghi e cascate.

Dal centro di La Thuile ci si inoltra con l’auto nella valletta solcata dal torrente Rutor fino alla località La Joux, 1594 m, nei pressi di un bar (parcheggio). Da qui parte l’itinerario che risalendo la montagna verso il Rutor, il monarca della valle, porta alle cascate che si intuiscono già da lontano non tanto dal fragore quanto dalla nebulizzazione dell’acqua che emerge dal fitto bosco. Si sale con un sentiero ben segnato all’ombra del bosco di larici per 106 metri di dislivello prima di arrivare alla prima cascata, a 20 minuti dalla partenza. Qui il fragore è totale e, se il sole filtra nella gola, è facile vedere anche l’arcobaleno provocato dalla rifrazione dei raggi solari attraverso gli spruzzi finissimi dell’acqua. Siamo a quota 1700; si prosegue in salita con alcuni tornanti del sentiero raggiungendo i casolari di Parcet a 1772 m che precedono una ripida ascesa su una costa rocciosa che porta infine, dopo 40 minuti, al ponte sulla seconda cascata, a 1850 m. Da qui un’ultima breve salita porta al terzo salto a quota 2000 dove termina il nostro itinerario. Qui si trova un bivio: continuando diritto si sale al sovrastante rifugio Deffeyes (2494 m), base di partenza per la salita alla Testa del Rutor (3486 m); a destra invece si possono raggiungere i laghi di Bellacomba. Il panorama è grandioso sui monti circostanti e sulla sottostante conca di La Thuile, 400 metri più in basso.

Fotografie di: Piero Carlesi