Gastronomia. Provenza

Saint-Rémy è l’ideale punto di partenza per scoprire la Provenza. È al centro di un triangolo che vede ai vertici Avignone, Arles e Aix-en-Provence. Ma Saint-Rémy è anche il luogo migliore dove fare una spesa gourmet. Se capitate in paese di mercoledì non perdetevi il mercato: si trovano tutti gli ingredienti della cucina provenzale, che è la declinazione mediterranea della cucina francese.

 

Forse non è un caso che Carolina di Monaco abbia scelto Saint-Rémy-de-Provence come buen retiro. Il villaggio è la quintessenza della regione: sole, sapori, profumi e una lentezza tutta mediterranea. Non secondaria la bellezza dei dintorni. Paesaggi che fanno parte dell’immaginario collettivo perché hanno ispirato Vincent van Gogh. Qui il pittore si fece ricoverare volontariamente nell’ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Mausole. E dipinse 150 quadri, le cui riproduzioni si trovano nel Centre d’Art présence van Gogh all’interno del Museo Estrine. La luce, gli alberi, gli iris, le notti stellate, Les Alpilles (piccoli rilievi rocciosi) colpirono la sua immaginazione. E oggi le sue pennellate violente e piene di folle energia sono visibili in queste riproduzioni. Ma Saint-Rémy è anche la patria di Nostradamus. A ricordarlo una fontana proprio nel centro del paese.

Oggi Saint-Rémy è invece l’ideale punto di partenza per scoprire la Provenza. È al centro di un triangolo che vede ai vertici Avignone, Arles e Aix-en-Provence. Ma Saint-Rémy è anche il luogo migliore dove fare una spesa gourmet. Se capitate in paese di mercoledì non perdetevi il mercato: si trovano tutti gli ingredienti della cucina provenzale, che è la declinazione mediterranea della cucina francese. Niente salse, niente burro, ma tanto pesce (da provare la zuppa bouillabaisse) e le mitiche ricette vegetali come la ratatouille (verdura stufata), la tapenade (olive, acciughe e capperi) e l’aioli (aglio e olio). Al mercato non dovete perdere le olive. In Provenza le trovate con mille condimenti diversi: alle erbe provenzali, al peperoncino, all’aglio, agli agrumi. Con un formaggio di capra e un bicchiere di Côtes-du-Rhône costituiscono il migliore dei picnic, magari da consumare vicino alle rovine dell’antica Glanum. Il tutto è da abbinare con l’ottimo pane locale. Per acquistarlo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Solo in rue Carnot, che attraversa il centro del villaggio, troverete almeno tre boulangerie dove rifornirvi. Ma la Provenza vuol dire anche erbe, spezie e soprattutto sale, come quello pregiatissimo della Camargue. Per fare acquisti il posto giusto è Entre Sel et Terre (www.entreseletterre.com). Se invece siete a caccia di formaggi a La cave aux fromages si trovano specialità locali, come il caprino delle Alpilles. Per salsicce e affini basta raggiungere, nella piazza del Comune, la boucherie (macelleria) locale dal fascino rétro che vende toro della Camargue, agnello di Provenza e pollame di Gers. E i dolci? A Saint-Rémy l’offerta è eccellente. A partire dal mastro cioccolataio Joël Durand (6) che offre nella sua elegante bottega praline al timo, al pepe o al fleur de sal. E poi, da non perdere, Mon père était pâtissier, con croissant, meraviglie di crema e cioccolata e strepitose tortine salate al carciofo violetto, alla melanzana, ai peperoni dolci o all’aglio confit. Sarebbero piaciute anche a Nostradamus.

Se c’è un esploratore dei mercati e dei produttori provenzali, questi è certamente lo chef François Perraud. 

Il suo ristorante, in un antico palazzo nel centro del paese, offre il meglio dei sapori locali. Con tre menu degustazione (38 euro, 58 euro e 68 euro), due sale arredate con gusto, una terrazza incantevole e la luce di Saint-Rémy è una tappa obbligatoria per chi voglia conoscere il meglio della cucina regionale, dall’agnello alla provenzale al piccione delle Costières du Gard cotto con vino rosso e miele. Trionfo anche di verdure, dai mitici carciofi violetti all’invidia, ai peperoni conditi con la salsa anchoïade (acciughe, aglio, uovo e aceto). Ma la cosa migliore è esplorare la Provenza nelle sue ricette. Lo chef ha un passato di studi artistici e si vede nella composizione dei piatti che non sono mai scontati. D’altra parte lo spirito di van Gogh qui è sempre presente.

La Maison Jaune
15 rue Carnot, www. lamaisonjaune.info