Il caso. La vergogna di Carditello

Tommaso BonaventuraTommaso BonaventuraTommaso Bonaventura
Nell’indifferenza generale da decenni il Real sito di Carditello a San Tammaro, nella piana casertana a poca distanza da Casal di Principe, è abbandonato alla devastazione dei vandali. Ironia della sorte, nei pressi sorge una discarica, quella sì sorvegliata da polizia e carabinieri. E il prossimo 12 luglio quello che è stato un gioiello d'architettura settecentesca rischia di essere venduto all'asta. Che fare?

Si sono rubati pure l’antifurto, nell’indifferenza generale: da decenni nessuno alza un dito per salvare dai vandali il Real sito di Carditello a San Tammaro, nella piana casertana. Un complesso monumentale settecentesco a ridosso del quale (poco più di un chilometro in linea d’aria) sorge addirittura una discarica, quella di Maruzzella, questa sì iper-presidiata dalle forze dell’ordine, ma «per ragioni di ordine pubblico».

Una Reale Delizia che era il casino di caccia di Carlo di Borbone e che, nel 1751-52, Ferdinando IV trasformò in tenuta modello, il cui edificio principale è firmato da Francesco Collecini, allievo di Vanvitelli. Dal secondo dopoguerra vi hanno imperversato incuria e degrado, tanto da scatenare il sistematico saccheggio di ogni elemento di pregio degli edifici (dai parapetti in marmo delle scale alle mattonelle delle terrazze!) superstiti: 80mila metri quadri di fabbricati tra Reggia e costruzioni di servizio, circondati da 15 ettari di terreno.

Il prossimo 12 luglio, l’asta pubblica: Carditello è in vendita per 11,25 milioni di euro. Detto che la precedente, per 15 milioni di euro, è già andata deserta, e che un simile capolavoro dell’architettura settecentesca meriterebbe ben altra fine, in un distretto presidiato dalla criminalità – Casal di Principe è a pochi chilometri – il rischio è che il complesso finisca nelle mani sbagliate. Trasformandosi in un’autentica Reggia della camorra.

La discarica: i rifiuti di Napoli

Al centro di violente contestazioni da parte dei casertani, la discarica di Maruzzella regala a Carditello, distante poco più di un chilometro, gli aromi dei rifiuti del capoluogo partenopeo. E non solo quelli: secondo alcuni esperti, infatti, il suolo acquitrinoso della discarica – non a caso i Borbone per realizzare la tenuta avevano scelto di bonificare i circostanti terreni della valle del Volturno – lascia filtrare abbondante percolato. Che va direttamente a inquinare la falda, avvelenando le coltivazioni dei frutteti limitrofi. Un disastro ambientale che compromette ancora di più, se possibile, il futuro del complesso.

La reggia: vandalizzata
L’opera di spoliazione della Reggia cominciò nel 1943, da parte delle truppe tedesche d’occupazione. Ma prosegue tuttora, giorno per giorno. Il dilemma di oggi è: che fare di questo gioiello, scempiato dai vandali e assediato dagli inquinanti della discarica di Maruzzella? Mandate le vostre opinioni a: lettere@touringclub.it

Fotografie di: Tommaso Bonaventura