Accessibilità. Ora il mare è di tutti

Stefano BrambillaStefano Brambilla

Joystick per regolare le vele con la bocca, passerelle per scendere in acqua, immersioni assistite e regate in compagnia. Una piccola guida con tante occasioni per i disabili per affrontare le onde in vista dell'estate, da Caprera alla Cinque, dal lago di Garda a Trieste

Uno dei momenti più attesi è l’alzabandiera. Poco importa se ti devi svegliare all’alba e se hai i muscoli ancora indolenziti. L’importante è non mancare, perché è lì che dimostri di essere un lupo di mare. «E per scoprire che cosa si prova a governare una vela non occorre certo essere professionisti». Andrea Stella lo ripete spesso a chi frequenta i Sailing Campus organizzati dall’associazione Lo spirito di Stella, a Trieste, Savona, La Spezia e sul lago di Caldonazzo (Tn). Quattro giorni in cui al timone puoi trovare, tra gli altri, persone in carrozzina. «Adulti e ragazzi con o senza disabilità sono benvenuti: la nostra forza sta nelle dinamiche che si creano tra i partecipanti (massimo dieci). In mare si è tutti uguali». Nel vero senso della parola, perché protagonista del corso è una flotta Access, con imbarcazioni antirovesciamento e dotate di servomeccanismi controllabili non solo con le mani. «Si utilizza una sorta di joystick che permette di regolare le vele usando la bocca», precisa Stella. In programma anche lezioni teoriche su nodi, rosa dei venti e andature (tel. 347.1369907; www.lospiritodistella.it).

Ma l’acqua rivela la sua bellezza anche ai non vedenti che possono dilettarsi persino nelle immersioni. Come accade alle Cinque Terre, nel percorso riservato a chi ha un brevetto di primo livello open water. Così 200 metri di cavo guidano il sub fino a dodici metri di profondità per ammirare al tatto i fondali rocciosi e le praterie di Posidonia oceanica della riserva marina di fronte a Punta Corona (tel. 0187.762600; www.parconazionale5terre.it). Da non perdere le escursioni nel golfo di Napoli organizzate da Il mare per tutti, membro di Hsa Italia, l’associazione nazionale di attività subacquee e natatorie per disabili. Grazie alla Titina, dotata di passerella regolabile e plancia per la discesa in acqua facilitata, è possibile effettuare gite giornaliere, snorkeling e immersioni adatte a chiunque, comprese persone con disabilità psichica, fisica e visiva. Anche se la vera perla è il tour nel parco sommerso di Baia, dove si scende a sei metri di profondità per osservare i resti di ville romane, con mosaici e colonnati da guardare e toccare in tutta sicurezza (tel. 081.7901345; www.ilmarepertutti.org).

Caprera: velisti non per caso
«La barca a vela non è poi così esclusiva. Me lo hanno insegnato gli Special Olympics team che abbiamo accolto lo scorso ottobre» spiega Davide Negro, responsabile del Centro velico di Caprera. Dieci equipaggi, 37 partecipanti, 11 volontari, che gli istruttori hanno accompagnato a vincere. Prima di tutte le proprie paure. Incoraggiati da un motto: «Che io possa vincere, ma se non ci riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze». Un’esperienza che verrà replicata in autunno (tel. 02.86452191; www.centrovelicocaprera.it).

Acque tranquille, al lago di Garda
Per chi preferisce navigare in acque tranquille, c’è il lago di Garda. Ogni sabato l’associazione Eos/Michele Dusi propone uscite gratuite in Proteus 90 per quanti sono alle prime armi e desiderano più che altro godersi la navigazione, o in trimarano, per chi vuole essere alla barra di comando, in piena autonomia (www.eosvela.it). Tra le proposte sul Garda dedicate a ciechi e ipovedenti, anche le traversate di Homerus, che ha dotato le barche di sensori acustici per facilitare le manovre (tel. 0365.599656; www.homerus.it).

 

Fotografie di: Stefano Brambilla