In viaggio con Freya Stark

Quel che resta di Freya Stark ad Asolo è il ricordo di una donna intraprendente, curiosa e anticonformista. Una donna che nella sua cittadina veneta arrivò da bambina e se ne andò solo centenaria, quando morì. Temeraria e ricca di talenti la “Grande Dame”, come la chiamavano gli asolani, non era solo una brillante scrittrice di viaggio e forse una spia al servizio di Sua Maestà, era anche un’artista capace di fissare su carta e su tela le impressioni del suo peregrinare nelle terre allora quasi inesplorate del Vicino Oriente. Da brava viaggiatrice novecentesca la Stark aveva una passione per la fotografia: «Ognuno deve saper entrare nello spirito dei luoghi che visita: perché non si darà mai il caso che nella vita qualcuno possa mai rivedere lo stesso panorama due volte», per cui amava fissare in uno scatto i paesaggi e le suggestioni che viveva. A vent’anni dalla scomparsa, Asolo le dedica una mostra, “Vaghe stelle dell’orsa” (fino al 23 novembre al Museo civico, ingresso gratuito; tel. 0423.524637), che è un viaggio sentimentale nella sua intensa vita. Un’esposizione che traccia un ritratto privato dell’eclettica viaggiatrice, con pagine dei taccuini segreti e tesori dei suoi guardaroba esotici.