Enit - Tre gioielli d'arte arroccati sul tufo

Storie e tradizioni delle piccole capitali d'arte. Viaggio in Italia in collaborazione con l'Enit, l'Agenzia nazionale del turismo

LAZIO: LA CITTADELLA SOSPESA
Civita di Bagnoregio, la “Città che muore” della Tuscia Viterbese, è un’isola di tufo rosso nel mare delle bianche argille dei calanchi. Guardandola al di là del ponte che ci separa da essa, la cittadella di Civita è un gioiello arroccato su una rupe che offre di sé uno spettacolo incomparabile. I maestosi calanchi, in parte ricoperti da una povera vegetazione, che si estendono per chilometri, la caratterizzano al tramonto dando all’intero paesaggio un aspetto lunare e regalando un’atmosfera surreale e indimenticabile. Addentrandoci nel borgo, scopriamo un piccolissimo centro, dove il tempo sembra essersi fermato e dove si può giungere soltanto a piedi, percorrendo un lungo ponte pedonale percorso quotidianamente da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

CAMPANIA: VINI E SEGRETI SOTTO LA ROCCIA
Un fronte unico affacciato su una rupe tufacea a strapiombo sul torrente Martorano: così si presenta ai visitatori Sant’Agata dei Goti, Bandiera arancione Tci, borgo la cui storia parla di assedi e strategie di difesa, di cunicoli segreti scavati nella roccia che conducono a cave sotterranee. I resti romani, le chiese come quella normanna di S. Menna, i monumenti dalle forme gotiche e rinascimentali, le architetture rurali, i lavatoi, i mulini e gli acquedotti fanno del paese un autentico museo a cielo aperto. Passeggiare lungo le due strade principali del borgo dal tipico andamento “a fuso” è come tornare indietro nel tempo. Le case nobili conservano ancora oggi al loro interno gli orti che un tempo servivano a produrre il cibo durante gli assedi. Visitare il borgo è un’esperienza che vi permetterà di conoscere le eccellenze locali. Qui infatti nascono vini di tradizione secolare da vitigni autoctoni di pregio come la falanghina, il greco, l’aglianico e il piedirosso, maturati nelle cavità del tufo che garantiscono temperatura costante, silenzio e oscurità.

TOSCANA: TRA MAGIA E MISTERO
Sospesa su una rupe di tufo tra valli verdeggianti, Pitigliano è una visione magica. Qui nei secoli gli uomini hanno tagliato la morbida pietra creando una civiltà del tufo. Scavando nelle viscere del terreno, gli Etruschi costruirono tombe, ipogei e le impressionanti “vie cave”, sentieri con pareti alte fino a 25 metri: chi si avventura in questo mondo semioscuro ha l’impressione di immergersi nel cuore della terra. I primi cristiani, per esorcizzare il timore indotto da quelle gole, sistemarono lungo il percorso gli “scacciadiavoli”, immagini sacre a protezione del viaggiatore. Anche gli ebrei, vissuti qui per 500 anni, usarono le grotte come ambienti di culto. Ancora oggi sotto Pitigliano, Bandiera arancione Tci, vive un’altra città fatta di gallerie per il drenaggio delle acque, cantine e antiche case rupestri trasformate in magazzini che ospitano botti, torchi, frantoi. Nella prima settimana di settembre la città sotterranea apre le sue porte per il Settembre di Vino: degustazioni guidate nelle cantine alla scoperta delle produzioni doc del territorio con musica e divertimento fino a tarda notte.