Ponza archeologica - Le cisterne della flotta romana

Oltre alle grotte di Pilato e alla necropoli di Bagno Vecchio è sicuramente fra i più suggestivi resti romani dell’isola che, nell’antichità, aveva un ruolo strategico per il controllo della costa laziale ed era una base logistica per la flotta navale romana. La cisterna della Dragonara è una delle oltre trenta censite, che permettevano di sopperire alla cronica mancanza d’acqua di Ponza. Costituita da sei corridoi voltati poste su file parallele che si incrociano con altrettante navate perpendicolari, permettendo così di fare a meno dei pilastri centrali di sostegno, era in grado di raccogliere duemila metri cubi di acqua piovana. Scavata nella liparite è rivestita da un intonaco, detto cocciopesto, utile per impermeabilizzare le pareti, mentre una serie di condotte in entrata e in uscita permette il suo corretto funzionamento idraulico. L’acqua poteva essere prevelata direttamente grazie ad alcuni pozzi aperti sulle volte della cisterna, accessibile grazie a una scaletta scavata nel tufo. Sull’isola la cronica mancanza di acqua era compensata anche dalle tipiche casa grotta, con i tetti progettati come vasche di raccolta, intonacati e comunicanti, in grado di convogliare la pioggia nelle cisterne sottostanti. Per la visita della cisterna rivolgersi alla Proloco.