Quando il futuro compie vent’anni: nel museo/acquario di Calatrava

Nel 1998 si inaugurava il complesso architettonico delle arti e delle scienze, fiore all’occhiello di Valencia

 

Disegnata dall’archistar valenciano Santiago Calatrava e inaugurata nel 1998, la Città delle Arti e delle Scienze è un impressionante esempio di architettura contemporanea. Concepita come una città nella città, una zona di svago basata sull’idea di divertimento culturale. Circondati dal verde e dall’acqua, con grandi vasche a sfioro, i suoi edifici avveniristici comprendono il Museo delle Scienze, dalla forma a scheletro di balena: 26mila metri quadri per raccontare vita, morte e miracoli del nostro pianeta, fra mostre temporanee e installazioni permanenti. Poi c’è il Palau de les Arts Reina Sofia-Opera House, il teatro dell’opera di Valencia e sede dell’orchestra de la comunidad Valenciana; l’Hemisfèric, a forma di occhio umano, che ospita un gigantesco cinema 3D; l’Umbracle, una passeggiata (paseo) con piante mediterranee che copre il parcheggio sotterraneo, e infine l’Oceanografic, l’acquario più grande d’Europa. Ospita i più importanti ambienti marini del globo, dal Pacifico al Mar Rosso, dal Mediterraneo fino all’Antartide; le grandi vasche sono collegate da tunnel sotterranei.  Per il 2018, a partire da aprile, tanti eventi e manifestazioni ruoteranno intorno alla Città delle Arti e delle Scienze per festeggiare il suo ventesimo anniversario. Ma non solo.

Nel 2018 Joan Miró avrebbe compiuto 125 anni. Valencia lo celebra con una mostra presso l’IVAM, Istituto Valenciano di Arte Moderna, dal titolo Miró, Orden y desorden fino al 17 giugno 2018. Infine è nato un nuovo mirador, punto di osservazione panoramica della città: è l’Ateneo Viewpoint, in cima allo storico palazzo sede  dell’Ateneo Mercantil, in Plaza  del Ayuntamiento. La vista spazia su tutta  la città, fino al mare e alle vicine vette della Sierra de La Calderona.