Io, montanaro al mare

I buoni motivi per cui torno ogni anno al villaggio Tci di Marina di Camerota

 

 Dalla mia residenza del villaggio Touring di Marina di Camerota (Sa) quest’anno si vede il mare: ho voluto fare un salto di qualità e prendere l’alloggio più panoramico e un po’ più caro, ma ne vale la pena. Il mare da qui è bellissimo e il panorama è ampio, da Capo Grosso, a sinistra, a Capo Palinuro a destra, in fondo, tra la foschia della calura.

Vengo al villaggio da una vita: avevo i figli piccoli nel 1992, Alberto di sette anni e Paolo di tre. Era molto diverso il villaggio allora, ma nonostante fosse assai spartano, era piacevolissimo per un soggiorno nella natura, tra questi ulivi secolari. Ricordo che alloggiavamo nel capanno 18, senza servizi, in cima a una scalinata; ricordo anche il gran caldo benefico, i profumi del rosmarino e del lentisco e, soprattutto, nelle ore della siesta, il frinire delle cicale. Da allora ho avuto modo di soggiornare in tutte le diverse strutture del villaggio, le tende, il guscio (che vinse il Compasso d’oro, autorevole premio di design, nel 1967), il capanno Ponza in cemento, il capanno di paglia con servizi, il bungalow (che all’inizio fu chiamato capanno 2000) e infine la residenza di oggi, un vero villino molto confortevole, con l’aria condizionata.
Il villaggio oggi è radicalmente cambiato, per adattarsi ai tempi: i bagni comuni sono stati ristrutturati per ospitare i dipendenti del villaggio. Tutte le strutture sono dotate di servizi privati, ma la cosa che mi ha sempre maggiormente colpito è che non ci sia stato un benché minimo peggioramento dell’ambiente naturale: tutto è stato salvaguardato, sia l’uliveto sia la pineta. La natura qui resta regina (siamo nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano) ed è un fiore all’occhiello del Tci. È lo stile di questa associazione ultracentenaria che non ha mai voluto tradire i suoi valori originari: la conoscenza e il rispetto di luoghi e popoli.

Qui a Camerota la vacanza è ideale soprattutto per le famiglie con bambini, come la mia: ho condiviso qui le ferie con i miei figli dai tempi delle elementari all’università, senza parlare dei loro compagni di scuola. Poi, siccome ai luoghi ci si affeziona, si ritorna anche negli anni in cui i figli ormai grandi cercano altre mete e poi ancora con i nipoti, perché gli stessi figli, memori della bellezza (e della sicurezza) di questi posti amano riprovare con le nuove generazioni antiche emozioni.
La sicurezza è un valore in più del villaggio; tutto è sotto controllo, dalla portineria (completamente nuova) alla spiaggia, ben attrezzata e sorvegliata. In spiaggia ci sono due veri custodi, i bagnini (e fratelli) Gerardo e Vincenzo: una garanzia per tutti gli ospiti. Camerotensi veraci e doc, ma che hanno nel villaggio Touring lo loro seconda casa, tanto ne sono affezionati. Tanto quanto Biagio Mazzeo, il responsabile della manutenzione, sempre gentile, premuroso ed efficiente, pronto a risolvere ogni problema, degno erede di quell’indimenticata e generosa persona, Tino Sacchetti, scomparso anni fa cui è stata dedicata una sala del bar.
Quando si sceglie una vacanza occorre valutare molti fattori: Camerota li soddisfa tutti e questo spiega come mai ci sono tanti ritorni anno dopo anno. «Bisogna provare per credere», recitava un vecchio spot. E qui chi ha provato ci ritorna.
La bellezza del villaggio è struggente, il mare è fantastico con un’acqua sempre cristallina, la spiaggia ariosa con lettini e ombrelloni non addossati l’uno all’altro come in tanti altri posti, le strutture per gli ospiti più che confortevoli e la cucina...
Già la cucina. Dulcis in fundo. è da sempre apprezzata: nei primi, nei secondi, nei dolci, tutto a buffet, con l’apice del gusto nella cena cilentana con piatti che privilegiano i prodotti locali.

 

Qui al villaggio non ci si annoia mai, soprattutto se si seguono le proposte dello staff dell’animazione, dai balli allo stretching, dalle escursioni naturalistiche alle pratiche sportive. Tra le proposte marine non si deve sottovalutare l’offerta di Domenico il barcaiolo, altra figura storica del villaggio.
Le gite in barca con lui sono epiche perché Domenico è in grado di raccontare, lungo l’itinerario, le storie di Camerota e del suo mare, far conoscere calette segrete e soprattutto Porto Infreschi, uno dei luoghi più affascinanti della costa cilentana. Anche chi, come me, ama la montagna e non mira alla vita di spiaggia e al nuoto, non resta deluso da Camerota. Intanto, per allenarsi c’è l’imbarazzo della scelta: si può camminare sulla spiaggia sconfinando in quelle adiacenti, ma soprattutto consiglio di percorrere il sentiero lungomare che dalla spiaggia del villaggio porta in una buona mezz’ora fino al paese, toccando prima i ruderi di una torre saracena che sovrasta la spiaggia del Tci e poi la svettante torre Calanca, prossima alle spiagge di Marina.

Una volta allenati si è pronti per salire sulla montagna alle spalle del villaggio, il Monte S. Antonio. L’escursione porta in quota, supera uliveti e frutteti, raggiungendo la chiesetta omonima dalla quale, con una deviazione tra piante di liquirizia, si ritrovano i pochi ruderi di un antico monastero medievale. Da qui il panorama è apertissimo sulla costa, sul villaggio del Tci, su Capo Palinuro. Siamo contemporaneamente in montagna e al mare. Che si vuole di più?

 

Fotografie di Giacomo Fè