Gioielli di famiglia. Nelle terre dei Malaspina

Varzi, in provincia di Pavia, era un tipico borgo di confine sviluppato lungo la Via del sale con una ricca vita di corte. Oggi è noto soprattutto per il suo salame

Varzi antico, ferrigno borgo medioevale, alto sulle colline della verde val Staffora, ricade in provincia di Pavia e tuttavia rappresenta una tipica «marca di confine» fra Voghera, Piacenza, Genova e Alessandria, cioè fra quattro regioni. Il suo nome deriva dal ligure (antico) var, cioè acqua, forse perché sorge sul torrente Staffora. Posto sulla remota, accidentata Via del sale, dal mar Ligure al Po e al Ticino, si presenta subito con due porte turrite, la Soprana e la Sottana, coi solidi portici tipici dei borghi fortificati e la svettante torre dei Malaspina. Ma al dominio dei Malaspina, Varzi arriva dopo secoli contrastati. Qui si insediano Liguri e Celti, uniti nella durissima resistenza ai Romani. Anche oggi gli abitanti di Varzi sono spesso di alta statura, pure le donne. 

Non cercate a Varzi monumenti singoli di gran pregio: è l’intero complesso, ben conservato e turrito, del borgo che colpisce, tanto che vi si possono ancor oggi immaginare le carovane di muli carichi di merci provenienti dal porto di Genova o colà dirette dai grassi monasteri padani. Oppure le fiere stagionali di bestiame con le frugalissime vacche biondorame della razza varzese portata dai Longobardi, purtroppo a rischio di estinzione. Fin qui si estendevano i possedimenti della potente abbazia di S. Colombano di Bobbio, raggiungibile sulla Via degli abati. Ad ammonire i briganti potete notare sul bel portale di arenaria della chiesa dei Cappuccini un uomo in panni civili che brandisce un nodoso bastone. Nel borgo, molto suggestivi i portici di via del Mercato, di via della maiolica e della conservatissima via di Porta nuova. Singolari le due chiese dei Rossi e dei Bianchi dal colore delle cappe delle rispettive confraternite fondate nel Seicento. 

Qui sorge la Torre dei Malaspina detta pure “delle streghe” per una tragica vicenda di processi e condanne per stregoneria ai tempi dell’Inquisizione. I Malaspina, di origine longobarda – divisi poi nel ramo Secco e in quello Fiorito – dominano a lungo questo quadrivio di regioni fra il Po e il mare, sorvegliato da tanti castelli. Fra i quali spicca imponente la rocca di Oramala, restaurata e in parte ricostruita con passione dai fratelli Panigazzi. Già un documento del 1089 ci racconta che il diacono Gerardo la dona al marchese Ugo degli Obertenghi (antenato dei Malaspina). Qui si sviluppa alla corte di Obizzo Malaspina una civiltà «cortese» coi trobadours provenzali e il loro cortège des­ dames. Varzi vuol anche dire salame, tra i migliori d’Italia. Lo tutela da anni un consorzio, mentre non è ancora coperta da dop la pancetta rosa davvero deliziosa. Ottimi i formaggi di queste valli come il nisso o la molana del vicino Brallo. Da mangiare con le «micche» di pane bianco e da annaffiare coi vini di qualità prodotti nelle verdi colline poco più sotto. E dopo un bicchiere di bonarda si alzano i cori della «Galèina grisa», con pifferi e fisarmoniche, recuperati da etnografi locali come Paolo Rolandi.