Genova - Itinerario Paganini

Posseduto da Satana o affetto da una malformazione cui si dovevano le mani aracnidee, cioè con dita lunghe o snodate, quindi demoniaco o disabile-insuperabile, secondo ipotesi magiche o mediche, ottocentesche o contemporanee... Paganini era violinista così estremo nel virtuosismo da non potersi ammettere che fosse semplicemente un grande talento nato dalle rozze membra arse dal sole di un portuale di Genova, Antonio, e da Teresa, con casa in vico Fosse del Colle, al Passo della Gatta Mora.

Duecento anni fa, nel 1818, al Teatro Carignano di Torino, Carlo Felice riceveva la nota risposta, talmente abusata da diventare riferibile solo per dovere di cronaca: «Paganini non ripete». Il sovrano per vendicarsi vietò i successivi concerti della tournée. Per ironia della storia, il Teatro Carlo Felice di Genova gestisce dal 2008 il Premio Paganini; che non sempre viene assegnato e ha laureato interpreti come Accardo. Sull’Appennino ligure, a Carro, in Val di Vara, una targa su una casa rustica dice: «In questa casa vissero gli antenati di Niccolò Paganini e qui soggiornò il grande musicista». Si trovano in questo borgo, passato da quasi duemila anime a poche centinaia di abitanti, le radici della famiglia emigrata a Genova in cerca di fortuna. Qui nel 2001 è nata l'idea di dedicare a Paganini un festival estivo (paganinimusicfestival.com) che è arrivato alla diciassettesima edizione. Nel corso degli anni la manifestazione si è estesa ad altri borghi, come Beverino, Miassana, Bonassola, e ha attirato l'attenzione di famiglie che hanno preso casa a Carro e la aprono per offrire un cocktail dopo il concerto. L’associazione Amici del Festival ha istituzionalizzato la valorizzazione del territorio, come scopo principale accanto a quello musicale e commemorativo del grande violinista. E il territorio è stato valorizzato, anche grazie al festival, con il restauro di case abbandonate, la ripulitura di sentieri e il miglioramento dell’accoglienza. La presidentessa è Monica Staglieno Amari, nel cui cognome si incrociano due famiglie illustri. Il marito era Marcello Staglieno, autore di uno dei migliori libri di Montanelli: la biografia di Longanesi, firmata insieme, ma scritta quasi interamente da lui. È stato anche piantato un vigneto, per tornare a produrre vino. Monica Staglieno vorrebbe ora che a Paganini venisse dedicato un itinerario riconosciuto e promosso dall’Unione europea. Carro sarebbe il punto di inizio, Nizza la fine e in mezzo Genova, Parma, Palermo, Vienna, Parigi, Londra.