E il Re Sole disse "Oui" all’Accademia

I borsisti che alloggiano a Villa Medici, tra francesi e no, sono attualmente 16 tra compositori, architetti, scrittori, incisori, fotografi, storici dell’arte, street artist e street performer. Una volta selezionati viene loro assegnato un atelier e un appartamento in cui vivranno per un anno.
Il laboratorio della creatività che parla italiano nasce nel 1666 da un’idea del Re Sole, sollecitato da Jean-Baptiste Colbert, Charles Le Brun e Gian Lorenzo Bernini. I giovani artisti nominati dal re hanno la possibilità di accrescere la loro formazione grazie al contatto con l’Italia e con Roma, allora il centro artistico per eccellenza per chi «volesse formarsi il gusto e la maniera sugli originali e i modelli dei più grandi maestri dell’antichità e dei secoli scorsi», come scrive Colbert. Sono sottoposti a una disciplina rigorosa e devono dedicare il loro soggiorno alla realizzazione di copie di opere antiche e rinascimentali da portare in Francia come prove del lavoro svolto e dei loro progressi. La loro produzione è utilizzata dalla Corona per abbellire le dimore reali, in particolare Versailles. Un patrimonio di umanità e talento che cresce nel tempo insieme ai grandi nomi che hanno contribuito a rendere celebre nel mondo l’Accademia di Francia nei suoi 353 anni di vita: tra questi, Boucher, David, Fragonard, Ingres, Berlioz, Bon, Gounod, Bizet, Garnier, Debussy, Charpentier, Balthus.
Negli anni l’Accademia di Francia a Roma ha avuto diverse sedi: dalla modesta abitazione vicino a S. Onofrio sul Gianicolo è trasferita a Palazzo Caffarelli (1673), poi a Palazzo Capranica (1684) e infine a Palazzo Mancini (1725), in via del Corso. Quest’ultimo edificio è scambiato nel 1803 con Villa Medici, che in quel periodo è in stato di degrado, con il giardino rifugio di contrabbandieri e malviventi. I nuovi proprietari, il Casato di Lorena, preferiscono trasferire le collezioni della villa a Firenze, lasciando dismessa la residenza romana. Durante la seconda guerra mondiale, l’Accademia è trasferita in Francia, prima a Nizza e quindi a Fontainebleau. Poi tutto rientra e oggi l’Accademia di Francia brilla a Roma come e più di prima.