E Il Maxxi diventa abruzzese

Il Museo d’Arte Contemporanea di Roma aprirà una sede nel rinato Palazzo Ardinghelli

 

Al Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma sta per nascere un fratello abruzzese. Aprirà entro la fine del 2019 e avrà sede nel settecentesco Palazzo Ardinghelli, in piazza Santa Maria Paganica, nel cuore del centro storico dell’Aquila, fresco di restauro grazie a un sostanzioso contributo del governo russo deciso dopo il terremoto del 2009.
L’esposizione di arte contemporanea battezzata Maxxi L’Aquila utilizzerà la collezione permanente del Museo della capitale, producendo a sua volta cultura e sperimentazioni e in questo senso sono stati già selezionati cinque artisti pronti a realizzare opere ad hoc per la nuova sede: Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio Di Stefano ed Ettore Spalletti. In contemporanea la Fondazione Maxxi ha commissionato a Paolo Pellegrin, apprezzato fotoreporter e maestro del bianco e nero, un reportage sul capoluogo abruzzese già esposto a Roma e che sta per approdare in città.
L’idea è quella di costruire intorno al Maxxi L’Aquila un progetto nazionale in collaborazione con le istituzioni culturali, di ricerca, universitarie e scientifiche della città abruzzese e del suo territorio, perché – come ha sempre spiegato il segretario generale della Fondazione Pietro Barrera, grande sostenitore dell’iniziativa sin dai suoi albori – il nuovo polo culturale non deve diventare un museo, ma un luogo pieno di vita dove si incontrano e si contaminano le varie espressioni artistiche.
Le risorse per partire e marciare ci sono: ai tre milioni della legge di stabilità 2017 si sono aggiunti circa 800mila euro raccolti nell’annuale Acquisition gala dinner organizzata nella capitale nel novembre scorso per supportare economicamente proprio il Maxxi.«Perché – come ha sostenuto Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI – dalla cultura si riparte per riattivare l’economia e l’anima di un territorio ferito».