2020, assalto al castello

Ogni due anni Gradara ricorda l’assedio del 1446: 300 figuranti in costume e gran finale con i fuochi d’artificio

 

Nel 2005 un ragazzo di Riccione, Ivan Fanti, ha iniziato a importare dalla Cina, dove li produce, fuochi d’artificio per Gradara e la riviera romagnola. Ѐ lui il fornitore per l’Assedio al Castello, la spettacolare festa con gran finale pirotecnico che si tiene ogni due anni nel mese di luglio e che coinvolge, fra addetti e figuranti in costume, 300 persone.
La manifestazione vuole ricordare l’assedio che Gradara subì nel 1446. All’epoca la cittadina era malatestiana, ma in assenza di Sigismondo, Francesco Sforza e Federico da Montefeltro unirono le forze cercando di espugnarla. Il valore dei suoi abitanti, la possanza della cinta muraria (quella esterna fu abbattuta) e soprattutto la pioggia che rese inservibili i cannoni degli assedianti, salvarono la città dopo 42 giorni di assedio.
Fedele al motto di “imparare divertendosi”, il Comune recentemente ne ha tratto anche un albo a fumetti realizzato da Alan D’Amico, disegnatore e illustratore di giochi.
L’Assedio al Castello si tiene ogni due anni il terzo finesettimana di luglio; per il prossimo appuntamento, quest’anno, saranno portati a termine i lavoro di restauro e la messa in sicurezza della cinta muraria esterna sul lato destro, oggi inaccessibile al pubblico perché priva di parapetto. Quello sinistro invece è percorribile per circa 300 metri e regala una magnifica vista sulle colline circostanti e verso il mare.