Una strada da eroi e... da paura. Il prolungamento della Valdastico

Il progetto di prolungamento della Valdastico trova l'opposizione degli abitanti della zona del Pasubio

Un romanzo d’asfalto, viadotti e gallerie che si trascina dagli anni Settanta. Se questa storia diventasse un libro questa sarebbe la fascetta perfetta per promuoverlo. La trama racconta del progetto dell’autostrada A31, la Valdastico, che unisce Badia Polesine (RO) a Piovene Rocchette (VI). Da 40 anni c’è il progetto di costruire la Valdastico Nord, che unirebbe l’attuale percorso con la Valdadige per connettersi con l’A22 del Brennero tra Rovereto e Trento. Nonostante i decenni trascorsi il progetto è alle fasi di studio, bloccato dall’opposizione della Provincia Autonoma di Trento che ha voce in capitolo. Ma lo scorso anno la giunta ha cambiato colore, la Provincia ora vuole la Valdastico Nord. Peccato che nessuno abbia mai chiesto ai residenti dei Comuni interessati che cosa ne pensino. Per esempio, i Comuni dell’area del Pasubio sono contrari perché l’autostrada, a fronte di un traffico modesto, avrebbe un impatto devastante sull’ambiente delicato delle valli, tranciando le sorgenti d’acqua con le gallerie, deturpando il paesaggio di una valle assai stretta con i viadotti. Così a Trambileno, Terragnolo e Vallarsa (tutti in provincia di Trento) non potendo fare un referendum hanno riesumato l’antico metodo delle “balotazioni”, ovvero un metodo di consultazione vecchio duecento anni in cui gli abitanti si esprimevano usando palline bianche e nere. Lo scorso novembre è stato chiesto: “Volete la Valdastico Nord?” Plebiscito: il 93% dei votanti (oltre la metà della popolazione) ha detto No. Come andrà a finire? Chissà, il progetto dice che la costruzione dell’A31 Nord nel solo Veneto durerebbe 2.889 giorni. C’è tempo per vedere il risultato.