Abruzzo. La leggenda del vignaiolo

C’è un altro tipo di arte nella terra dei guardiesi, che vive nei grappoli del Montepulciano aggrappati uno dietro l’altro ai vitigni quasi a finire a mare. Il centro di tanta abbondanza è San Martino sulla Marrucina, pochi chilometri da Guardiagrele, che dal 1600 al 1900 ha prodotto e venduto polvere da sparo ottenuta con una formula segreta. In questo luogo “esplosivo” si estende il regno di Gianni Masciarelli, “vignaiolo a modo suo”, visionario e pragmatico, che nel giro di pochi lustri, grazie a un equilibrio fra tradizione rurale e sperimentazione scientifica, ha portato alla ribalta internazionale il vino abruzzese. Se n’è andato prima del tempo, ma è come se girasse ancora tra le vigne grazie al formidabile lavoro di sua moglie, Marina Cvetic, che ha preso il testimone dell’azienda: oltre 300 ettari tra vigneti e uliveti sparsi sulle colline abruzzesi, circa 2,5 milioni di bottiglie l’anno, una cascata di etichette apprezzate in Italia e all’estero (l’ultima, Abruzzo malvasia doc Iskra Marina 2017), un circuito di case di campagna, un palazzo baronale, Semivicoli, nella frazione di Casacanditella. Il castello, circondato dagli ulivi secolari della tenuta e a metà tra mare e montagna, accoglie gli ospiti con camini di pietra, logge, dispense, piscina, cantina con botti di castagno e tasting room dove vini, oli e grappe, cantano la leggenda del vignaiolo che costruì il suo impero con due ettari di terra e a cui è stato dedicato nel castello un ristorante temporaneo, La tavola di Gianni, aperto fino alla fine di ottobre.