Controcanto. La passeggiata a mare di Nervi

Francesco Spuri Zampetti

La nascita della passeggiata a mare di Nervi a fine Ottocento, quando i borgheti si tutta Europa venivano in Liguria in cerca di aria salubre e non solo

«La Marina aura une grande partie de notre temps a Nervi; c’est qu’elle nous plonge chaque fois dans une reverie, dont nous ne voudrions plus nous reéveiller et qui laissera dans notre coeur des souvenirs ineffaçables».
(«La Marina occupa la maggior parte del nostro tempo a Nervi: ogni volta ci trasporta in un mondo immaginifico da cui non vorremmo più uscire e che lascia ricordi indelebili nel nostro cuore»)

Carlo Leone Reynaudi, Nervi et ses environs, Tipografia Roux, Frassati e C. Torino, 1897

 

Il marchese Giacomo Gropallo nel 1863 non ne poteva più di avere per casa ospiti non paganti, soprattutto amici inglesi. Fece costruire quindi nel suo parco di Nervi una pensione per loro che chiamò con il suo tipico understatement “Pensione inglese” e che presto sarebbe diventato un “italianissimo” Grand Hotel. La tubercolosi imperversava per tutta Europa, colpiva ogni strato sociale senza distinzione e le cure per debellarla non esistevano. Solo l’aria salubre del mare o della montagna, unita al distanziamento delle persone e il fazzoletto a riparo della bocca negli accessi di tosse, poteva essere un rimedio, sperimentato da Sissi a Madeira e a Corfù, e imitato da tutti quelli che se lo potevano permettere. La ferrovia passava lungo la costa, a ridosso del borgo marinaro e la massicciata di pietra e cemento, che spesso inglobava le grotte a mare per le barche, aveva reso separata la scogliera dal grande parco della sua villa e di quella dei Serra, se non attraverso bui cunicoli che ne rendevano difficile l’accesso.

Giacomo Gropallo era anche sindaco dell’allora autonomo municipio di Nervi e coniugò tutti questi aspetti per dare vita a una delle più reclamizzate stazioni di soggiorno e cura del mal sottile. Tedeschi, svizzeri e soprattutto russi diedero vita ad altre pensioni e alberghi dai nomi invitanti (pensione Russa, Schweizerhof, Savoia). Il sindaco-marchese attrezzò il sentiero a mare come passeggiata lastricata dove prendere la brezza, ascoltando dalla rotonda, verso la Torre del fieno, la musica suonata dalla orchestra permanente che egli aveva costituito per i turisti e che suonava sino al tramonto. Turisti che si godevano il contrasto tra il borgo di marinai e pescatori in perenne rivalità con Camogli, e i parchi ricchi di palme delle Canarie e alberi esotici all’inglese, voluti dalla cosmopolita e ricca nobiltà mercantile delle ville a ridosso della passeggiata, al contempo anfitrioni e benefattori. Domenico e Orso Serra, proprietari della Villa Saluzzo Serra, sedevano nel Senato del Regno ed erano noti per la loro munifica generosità. Domenico viene ricordato come «filantropo generoso, accorto, prudente (...) per solito non aspettava le chieste dei tapinelli; ma egli stesso alle loro necessità facevasi incontro; e li socorreva per ciò soprattutto, perché avessero da spoltrirsi e trovar modo di mettersi a qualche lavoro».

Era naturale che le loro ville fossero donate alla città e che in esse dovessero confluire i musei di arte moderna di Genova dedicati alla seconda metà dell’Ottocento e le collezioni Frugone (con la stupenda Miss Bell di Boldini), Ottone di Savoia e Maria Brignole Sale De Ferrari duchessa di Galliera, summa della dedizione alla città di quelli che nel linguaggio del Senato del Regno erano chiamati “doviziosi”. La passeggiata a mare è divenuta nel tempo Principessa di Piemonte, X Mas e Anita Garibaldi, e le sue azzurre protezioni non ricevono più turisti stranieri ospitati negli alberghi (ormai chiusi). Sulle panchine tra il monte di Portofino e il grumo di case colorate che chiudono il porto, con in cima l’abside rivolta verso il mare della chiesa del Collegio dei Padri Somaschi, siedono oggi gli studenti che bigiano scuola a guardare l’infinito e vacanzieri domenicali dalla vicina grande città.

Illustrazione di Francesco Spuri Zampetti