Botanica. Occhio però all'invasione delle piante aliene

Fa un certo effetto parlare di piante aliene, aggettivo che richiama alla mente la fantascienza. Eppure il termine è molto più prosaico e indica la flora, ma anche la fauna, che finisce in un ecosistema che non è il suo. Spesso creando grossi squilibri. Le piante possono anche essere trasportate involontariamente: bastano un paio di semi incastrati nella suola di una scarpa dopo un trekking. Fortunatamente non tutte le specie aliene sono invasive e dannose, anzi sono una minoranza. Ma una volta diffuse, sono impossibili da eradicare.

Il tema è importante ma poco conosciuto: anche per questo la Regione Lombardia sta portando avanti ormai da alcuni anni un progetto di informazione e sensibilizzazione dei viaggiatori. «L’aeroporto internazionale di Bergamo Orio al Serio è protagonista del progetto pilota partito nel 2016 e tuttora in corso che punta alla salvaguardia della biodiversità regionale», racconta il colonnello dei Carabinieri (nonché socio Tci) Paolo Colombo, che è stato responsabile del progetto su Orio al Serio fino a pochi mesi fa, quando è andato in pensione. «Avete presente l’ambrosia, che ha creato e crea seri problemi di allergia? è una specie aliena invasiva». Ci sono anche animali alieni invasivi, non solo piante. In genere sono insetti che danneggiano le coltivazioni o creano squilibri nella catena alimentare. «Anche le tartarughine d’acqua dalla guancia rossa sono una bomba ecologica perché distruggono tutto quello che incontrano, comprese le tartarughe nostrane, e sono molto prolifiche. Per non parlare delle conseguenze economiche dirette, come è accaduto con la xylella, che ha devastato le coltivazioni di ulivi della Puglia». Nell’aeroporto di Orio al Serio il progetto prevede controlli mirati sui passeggeri e i loro bagagli e una campagna di informazione e sensibilizzazione del pubblico tramite pannelli informativi. Purtroppo a oggi è un’iniziativa isolata: sarebbe opportuno avviare un progetto sul territorio nazionale che coinvolga tutti gli scali internazionali, a partire da Fiumicino. «I Paesi extraeuropei sono più o meno tutti a rischio… dal Nordafrica all’Asia alle Americhe, ma ci sono stati molti casi anche via Londra perché è una città che ha un traffico globale internazionale», aggiunge il colonnello. Secondo i dati raccolti dal progetto, circa l’80 per cento dei passeggeri non sa cosa sia il concetto di biodiversità. Eppure basterebbe davvero poco per evitare le “invasioni aliene”.

Alcuni consigli: non importare mai piante e animali, di qualsiasi genere e di qualsiasi dimensione. Prestare particolare attenzione quando si fanno i bagagli dopo essere stati in campeggio o in ambienti naturali, evitando di riportare grumi di terra: i semi sono pericolosissimi. E stare attenti ai souvenir improvvisati: un sasso, una conchiglia, un pezzo di corteccia, un fiore. Anche alcuni prodotti alimentari possono essere un rischio: per esempio, un sacchetto di spezie può contenere larve di insetti. Per chi vuole capirne e sapere di più, c’è un sito internet dedicato al tema della biodiversità e alla sua tutela: naturachevale.it

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