Mille Miglia. Sulle strade della leggenda

Per la rievocazione storica della Mille Miglia, dal 16 al 19 giugno, 375 auto d’epoca andranno da Brescia a Roma e ritorno. Un’occasione rara per ammirare gioielli su quattro ruote e paesaggi indimenticabili

La 1000 Miglia, ovvero “la gara più bella del mondo”. E poco importa che l’urlo del 12 cilindri della Ferrari 315 S di Piero Taruffi, tallonato dalla vettura gemella di Wolfgang von Trips, sia risuonato davanti alla bandiera a scacchi di Brescia più di 60 anni fa. Concluso in un pomeriggio di maggio del 1957 il ciclo della corsa di velocità su strada, la rievocazione della 1000 Miglia è oggi un eccezionale viaggio nel paesaggio italiano.

La leggenda vuole che, nell’edizione 1930 della 1000 Miglia, Tazio Nuvolari al volante di un’Alfa 6C 1750 – vettura della squadra ufficiale Alfa Romeo diretta da un signore che di nome faceva Enzo Ferrari – abbia inseguito per tutta la notte l’Alfa del rivale Achille Varzi cercando senza successo di sorpassarlo. Per poi superarlo di slancio tra Verona e Brescia, ma a fari spenti, e vincere la gara con undici minuti di distacco su Varzi. L’astuzia del “mantovano volante”, come era detto il grande pilota, ancora oggi fa discutere gli appassionati su quanto fosse davvero buio all’alba (erano le 5 e 20) di un giorno di metà aprile. L’aneddoto, come molti altri, sottolinea l’alone “eroico” che circondava la 1000 Miglia, corsa su strada nata a Brescia nel 1927 dopo che il Gran Premio d’Italia era stato assegnato al neonato circuito di Monza e disputata, dato il ripetersi di gravi incidenti, solo fino al 1957.

Divenuta una gara di regolarità per vetture d’epoca, la storica Freccia Rossa (dal colore delle indicazioni poste a guidare i corridori) si è guadagnata nell’immaginario collettivo l’etichetta di “più bella corsa del mondo”. Soprattutto perché possono partecipare a questa straordinaria gara di regolarità lungo le più spettacolari strade d’Italia soltanto i modelli che possano vantare di aver preso parte (o essere stati iscritti) a una delle edizioni svoltesi nel periodo 1927-1957.

Auto introvabili? Tutt’altro, a giudicare dalla valanga di iscrizioni che si abbatte ogni anno sull’organizzazione della 1000 Miglia, che ne seleziona non più di 375. A stabilire la griglia di partenza c’è poi un sistema di coefficienti attribuiti valutandone l’epoca di progettazione e le caratteristiche tecniche, sportive e storiche. Si tratta di autentici gioielli dalle quotazioni stratosferiche, custoditi con cura maniacale nelle collezioni private e nei musei delle case costruttrici, che una volta all’anno tornano a impolverarsi per celebrare la bellezza del nostro Paese e dei suoi territori più noti, dall’Appennino tosco-emiliano alla Versilia, dalle colline del Chianti agli scorci del lago di Garda.

L’edizione 2021 della 1000 Miglia, in programma dal 16 al 19 giugno, pur rispettando la tradizione del tracciato da Brescia a Roma e ritorno – con arrivi di tappa a Viareggio e Bologna – presenta una novità assoluta per la gara rievocativa: per la prima volta, il senso di marcia sarà invertito riprendendo il senso antiorario di molte edizioni della corsa originale di velocità. Partiti da Brescia mercoledì 16, gli equipaggi faranno rotta verso la costa tirrenica per sostare a Viareggio, ripartendo il giorno successivo alla volta di Roma. La terza tappa, al via dalla Capitale venerdì 18 maggio, risalirà verso Bologna con una spettacolare cavalcata tra Umbria e Toscana che toccherà Orvieto, Arezzo e Prato.

L’ultima tappa condurrà fino al tradizionale arrivo a Brescia nel pomeriggio di sabato 19. È un tracciato inedito che consentirà al pubblico di ammirare le vetture storiche della 1000 Miglia lungo percorsi di grande fascino che comprendono sia il passo della Cisa sia quelli di Futa e Raticosa. In parallelo, la 1000 Miglia Green porterà una pattuglia di auto a basso impatto ambientale a sfidare le veterane sullo stesso percorso e con gli stessi controlli orari. Info: tutti i dettagli su percorso ed eventi su 1000miglia.it.

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