Il futuro del turismo? Passa dalla formazione

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In corso la prima edizione dell’executive Master in Management dello Sviluppo turistico territoriale

Alessia Jori cerca un punto di vista differente. Laura Granata vuole mettere ordine. Entrambe lavorano nel turismo e con il turismo, anche se da prospettive diverse. Entrambe si sono iscritte all’Executive Master in Management dello Sviluppo Turistico Territoriale organizzato dal Touring Club Italiano e da Fondazione Campus per aggiornare e consolidare le loro competenze in un ambito in perenne cambiamento come quello turistico. Laureata in filosofia, Alessia Jori lavora da tre anni per un tour operator specializzato sull’Asia, «ma sentivo il bisogno di guardare questo ambito da una nuova angolatura. Mi occupo di organizzare, vendere e, se serve, anche accompagnare gruppi turistici; ora volevo vedere l’altro lato: quello propedeutico all’esperienza di viaggio in cui si costruisce il pacchetto partendo dal territorio», spiega. Così, vista la situazione di fermo obbligato delle attività, ha deciso di sfruttare questo periodo per riflettere, capire e aggiornare le sue competenze.

Per Laura Granata invece questo è il terzo master: laureata in economia, ogni volta ha affinato un po’ di più le sue capacità per rispondere alle sfide che vengono dal suo mestiere. Lavora alla Camera di Commercio di Pisa e nella vita quotidiana si occupa di promozione turistica del territorio. «Da dieci anni curo il supporto alle aziende turistiche che aderiscono alla nostra Camera di Commercio, ma adesso che ci viene chiesto di promuovere non una singola impresa, ma tutte le Terre di Pisa, è diverso. Con i colleghi ci siamo messi all’opera, ma in modo un poco artigianale, guardando che cosa fanno gli altri – racconta Laura –. Per questo sentivo il bisogno di una riflessione più specifica su quel che stavamo facendo, per sistematizzare il pensiero, capire se stiamo andando nella direzione giusta e avere nuovi stimoli per migliorarci». Così quando ha letto su Touring del Master ha deciso di partecipare. «Sono socia Tci da quando avevo 19 anni, il Tci ha seguito tutta la mia vita e quando ho visto che organizzava un master su questi temi mi sono fidata a scatola chiusa» aggiunge. «Nel mio caso il fatto che sia da remoto alla fine ha facilitato la partecipazione: per chi lavora tutta la settimana è oggettivamente comodo poter seguire da casa, e se non fosse stato così magari non ce l’avrei fatta» ammette Granata. Per tutti – docenti, alunni e organizzatori – si è trattato di una sfida dettata dalla contingenza, situazione che offre possibilità ma ha anche aspetti problematici. «Da un master di questo tipo ci si aspetta di fare rete, conoscere nuove realtà e nuove persone, e la didattica a distanza non aiuta. Manca quell’aspetto dell’interazione informale che si crea in una lezione “in presenza”. Abbiamo creato una chat di gruppo, ma non è la stessa cosa» sottolinea Alessia Jori.

Come progetto finale Laura Granata vorrebbe tracciare le linee di una Dmo (Destinaton Management Organization) definitiva per il suo territorio, per gestire in maniera coordinata tutti gli elementi che costituiscono la destinazione turistica Terre di Pisa. Alessia Jori ancora  sta scoprendo un ambito che conosce poco (al momento dell’intervista si sono tenuti tre weekend di lezioni, ndr), ma è interessata al lato sostenibile del turismo, a sviluppare «azioni che fanno bene ai turisti, ma anche a chi quel territorio lo vive e lo fruisce ogni giorno». Lo ha sottolineato anche Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos Italia e consigliere Tci, nel suo intervento a uno degli Aperitivi Touring che costituiscono parte integrante del master. «Il turismo è un asset del nostro Paese come elemento economico, ma soprattutto come elemento identitario. L’italiano si riconosce nella bellezza del suo paesaggio, del territorio e dei suoi beni culturali. Valorizzandola come da sempre fa il Touring possiamo aiutare il senso civico e di appartenenza dei cittadini», ha spiegato Pagnoncelli. Per trasformare questa ricchezza in lavoro e sviluppo servono persone che vogliano confrontarsi di continuo per aggiornare le proprie competenze e valorizzare le imprese e i territori ai quali sono legati, proprio come chi si è iscritto al Master Tci». Anche perché, aggiunge, «dai nostri sondaggi sappiamo che nel post pandemia c’è una aspettativa elevatissima di riprendere a muoversi e viaggiare. L’esperienza del viaggio è ai primi posti tra quelle che si vuole tornare a vivere. E allora il turismo, purché sia sempre sostenibile, diventa un vero investimento per il futuro». Meglio arrivare preparati.

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