Star trekking. I Borghi stellari

Da un vulcano di idee qual era Rodolfo Calanca, divulgatore scientifico e astronomo amatoriale, scomparso qualche mese fa, è nata l’associazione nazionale Borghi stellari con i primi sedici partecipanti che, giurano, faranno cose galattiche: sono Aielli (Aq), Anzi (Pz), Casalattico (Fr), Cecima (Pv), Cervara (Roma) Cervarezza-Busana (Re), Libbiano-Peccioli (Pi), Montedoro (Cl), Perinaldo (Im), Ponte in Valtellina (So), Radicofani (Si), San Tomaso Agordino (Bl), Tesero (Tn), Montepulciano (Si), Amelia (Tr), Ollolai (Nu). «Per far parte della squadra – spiega il neo presidente Enrico Bonfante – è necessario ospitare sul proprio territorio osservatori astronomici o planetari di proprietà pubblica oppure aver dato i natali o aver accolto un illustre astronomo. Bisogna quindi avere una coscienza ambientale verso il cielo stellato che, come le altre bellezze della natura, è un tesoro da tutelare. Non a cas­o, l’Unesco ha dichiarato la volta celeste Patrimonio dell’Umanità e insieme alla Unwto (United Nations World Tourism Organization) ha sancito nella Dichiarazione in difesa del cielo notturno, che il diritto alla contemplazione della luce delle stelle è inalienabile ed equivalente a tutti gli altri diritti socio-culturali e ambientali». Eppure, a parte la volta celeste dei piccoli borghi, specie quelli sull’Appennino, che risulta poco inquinata da luci “umane”, a questo nostro cielo non vogliamo troppo bene. La potenza di fuoco provocata da lampioni stradali, torri faro, insegne e altre fonti di luce artificiale, rivolta direttamente o indirettamente verso il cielo, annienta sempre di più la “brillanza” delle stelle. Secondo recenti studi pubblicati sulla rivista Scienze più di un terzo della popolazione mondiale non può vedere la Via Lattea a causa delle luci accese nelle città e nei centri abitati e si stima che le emissioni dirette aumentino di circa il due per cento ogni anno. Inoltre, un’altra ricerca firmata dall’Università di Exeter, in Inghilterra, dimostra che l’inquinamento luminoso ha una vasta gamma di effetti che si riflettono negativamente su tutto il mondo naturale e sulla nostra salute. «Questo non vuol dire spegnere le luci – continua Bonfante – ma cercare di illuminare le nostre città in maniera più corretta. A questo scopo promuoveremo corsi di formazione astronomica aperti a tutti per sensibilizzare sul tema amministratori e cittadini». Info: tel. 347.9521771; borghistellari@gmail.com.

Peso: 
0