Viaggiare per gioco: l'insostenibile leggerezza dell'essere a Lucca

Quest'anno non andrò a Lucca. E forse è una notizia, visto l'interesse dell'evento per me, e la quantità imbarazzante di amici (tra giocatori, autori di giochi, appassionati di fumetti ed editori) che incontro qui, una volta all'anno. Impegni professionali mi vogliono altrove, e ne riparleremo di certo ma sul magazine, non qui.
Però, non andare a Lucca è un sollievo. Perché per me Lucca comics & games e come la più grande pasticceria del mondo per un diabetico: una continua tentazione, una tortura infinita, un incessante vorrei ma non posso. Durasse tre settimane, anziché tre giorni, sarebbe facile. Ma così… Sono anni che ho colpevolmente rinunciato a un giro per la città: mi accampo in fiera alle 8 di mattina, e mi trascinano via all'ora di cena, quando non alla chiusura.
Tra presentazioni di fumetti e di giochi, incontri con gli autori (tra libri e fumetti ce n'è una marea, e tutti di primo piano), possibilità di provare in anteprima i board game che finiranno nei negozi a Natale, partecipare alle Ruolimpiadi, alle finali nazionali di non so più quanti tornei, fotografare i cosplay - che sono volenti o nolenti i protagonisti di Lucca Comics, non c'è un attimo di pausa. Ogni anno taglio qualcosa… e poi me ne pento. Ma è inevitabile.
Una chicca devo segnalarla, perché è davvero, davvero nerd: domenica 4 novembre al Caffè delle mura, i doppiatori italiani della serie tv Il trono di spade leggeranno l'ultimo capitolo della saga, I fuochi di Valyria.
Altrettanto nerd è questo video, e chiunque si commuova sappia che Lucca comics & games potrebbe essere casa sua:

 
 
Fatemi una cortesia, voi che ci andrete – da Luca Giuliano ad Andrea Vaccaro, da Gabriella Aguzzi a Federico Misirocchi, e poi gli amici della Uesm, della Torre del Naviglio, del Flying Circus – : scegliete per me un momento di questa edizione, un evento, una demo, e mandatemi due righe e/o una foto. Condividiamo.
Mi sentirò meno assente.
 

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