Tempo di castagne? Tempo di funghi? No, tempo di... foliage

Come cambia il linguaggio per la motivazione di un viaggio

Quando arrivava l'autunno, ed ero ragazzo, c'era la frenesia di tornare in montagna, dopo la sbornia di passeggiate estive, per ricalcare i sentieri e addentrarsi nei boschi alla ricerca dei funghi e, se la quota lo consentiva, anche delle castagne.

Poi con normative più restrittive degli ultimi decenni l'entusiasmo sia per la raccolta delle castagne sia dei funghi è andato un po' scemando. Vuoi per i tesserini a pagamento, vuoi per non correre il rischio di avere gomme sgonfiate dai valligiani se parcheggiavi le auto in certi boschi molto produttivi, si è cercato di trascorrere i week end in un altro modo. E magari non più in montagna!

Da qualche tempo, invece, la parola d'ordine all'arrivo dell'autunno, di uffici turistici, consorzi di ristoratori e albergatori, aziende di soggiorno è: tornate in montagna per ammirare il foliage!

Ecco la nuova parola magica: foliage, per l'appunto! Non esiste una traduzione letterale di questa parola (fogliame!!!), ma il significato è indubbio: il mutamento di colore in autunno delle foglie degli alberi. La moda di andare in giro, di fare un viaggio, per ammirare il foliage è nata in Nordamerica, nel New England e in Canada. Qui alberi maestosi si tingono di vari colori, dal bruno, al giallo, al rosso vino. Un'estasi per pittori e fotografi.

E da qualche anno il foliage è una parolina magica sfruttata anche in Italia da agenzie turistiche e aziende di soggiorno. E' di oggi un comnicato stampa che promuove pacchetti per soggiorni nel parco nazionale del Gran Paradiso e nel parco regionale del Monte Avic, in valle d'Aosta (www.giroparchi.it). Si va in montagna quindi per ammirare il fall foliage: i tappeti di foglie colorate cadute per terra o il foliage, ossia gli alberi con le foglie ancora al lorto posto, ma di tante sfumature di colore.

MI si chiederà dove ammirare il foliage in Italia. Risponderei in ogni posto naturale dove sono presenti boschi (non di conifere, salvo i larici, gli unici che si colorano di arancione), quindi in ogni regione, dal Piemonte alla Sicilia. La differenza la fanno le essenze: ogni albero ha foglie che si tingono di un colore specifico: l'acero di giallo, il faggio di marrone, il ciliegio di rosso.

Vorrei concludere con la proposta di utilizzare un nome italiano per questo fenomeno che ormai ha un significato turistico. Ma al momento non mi viene. Avete qualche idea in proposito?

 

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