A Savona, un nuovo Museo della ceramica

È sempre una buona notizia, l’apertura di un nuovo museo. Significa che ci sono la volontà, l’intraprendenza e soprattutto il coraggio di imbarcarsi in qualcosa che non sia una celebrazione temporanea a breve raggio, per quanto sempre lodevole; e che ci si pone invece una lungimirante prospettiva di vita indeterminata.

È quanto è successo oggi a Savona, dove si è inaugurato il nuovo Museo della ceramica: un concreto, spettacolare omaggio alla plurisecolare tradizione della maiolica a Savona e nella vicina Albisola, fra i centri più importanti della produzione ceramica in tutto il Mediterraneo. Nel cuore storico di Savona, un palazzo già carico di storia – il Monte di Pietà fondato nel 1479 da papa Sisto IV, savonese di nascita –, contiguo alla Pinacoteca civica di palazzo Gavotti, è stato destinato ad ospitare la collezione di ceramiche della città e del suo territorio. Che dopo quattro anni di restauro e una ristrutturazione mirata accoglie ora nelle sue 16 sale disposte su quattro piani (per un totale di 900 metri quadrati) un migliaio di splendidi oggetti, dal vasellame alle piastrelle, alle piccole composizioni plastiche, ai pannelli policromi, dalla fine del Quattrocento al Duemila e oltre.

Artefici dell’impresa, la Fondazione De Mari/Cassa di Risparmio di Savona e il Comune di Savona, che hanno messo insieme le forze – e le collezioni – per realizzare il primo museo dedicato alla ceramica ligure.

Nelle sale decorate da affreschi l’allestimento esemplare curato da Cecilia Chilosi ed Eliana Mattiauda distribuisce in contenitori espositivi dall’invadenza minima i raffinati prodotti dell’attività ceramica locale, prevalentemente nei classici decori monocromatici blu su bianco, ma anche policromi e nella caratteristica terraglia nera della seconda metà del Settecento: che sono esposti per raccolte e sezioni cronologiche e tipologiche. Un patrimonio vasto e vario, costruito con lasciti, donazioni, acquisizioni mirate e con opere in deposito presso la Pinacoteca civica, che si inserisce armonicamente nell’edificio storico di cui sono state anzi messe in risalto le caratteristiche: come per gli affreschi cinquecenteschi – e i sottostanti graffiti quattrocenteschi, risalenti a una precedente destinazione dell’edificio – scoperti in occasione del restauro in una delle sale del palazzo. In altri casi, l’allestimento riesce a combinare felicemente nella stessa sala le opere a fresco sul soffitto con quelle, dipinte dallo stesso autore (Bartolomeo Guidobono, pittore seicentesco savonese) sulle superfici invetriate delle maioliche esposte nelle vetrine.

Altre volte l’esposizione quasi grafica di file e file di pezzi si inserisce in maniera scenografica negli antichi spazi dalle forme irregolari o fortemente caratterizzati da decorazioni pittoriche barocche: come per una delle due sale che presentano la ricca collezione sei-settecentesca donata alla città dal principe Arimberto Boncompagni Ludovisi negli anni Novanta, in cui i pezzi trovano spazio in una grande struttura a vetri a due piani. O come nella sala che raccoglie l’antica vaseria dell’Ospedale S. Paolo di Savona, con le sue diverse tipologie di contenitori e i minuti decori vegetali e zoomorfi.

Nelle vetrine ci sono grandi vasi ornamentali barocchi e delicate statuine settecentesche, mattonelle (laggioni) cinquecentesche e maioliche déco e futuriste, elementi di un presepe del Novecento e coeve sculture di autori quali Arturo Martini e Agenore Fabbri, opulenti servizi da tavola e vasellame popolare dell’Ottocento. Fino alle ultime incursioni di artisti contemporanei, come Michelangelo Pistoletto e Alessandro Mendini, nel campo e della maiolica. A dimostrare che, pur con il passaggio dei secoli, quello della ceramica è un linguaggio sempre vivo.

L’esposizione è resa ancora più spettacolare dagli interventi creati dallo studio Mizar per la divulgazione scientifica: una vetrina interattiva multimediale che spiega le fasi di lavorazione della ceramica e una struttura “avvolgente” e quasi cinematografica, la Quadrisfera, che racconta la storia e l’evoluzione della ceramica in generale e di quella ligure in particolare. In un ulteriore regalo alla città, il museo sarà visitabile gratuitamente fino al 6 gennaio 2015.

http://www.comune.savona.it

Fulvio RossoFulvio RossoFulvio RossoFulvio RossoFulvio Rosso

Altri post di Elena Del Savio

Ritratto di elenadelsavio
01/12/2015 - 16:30
È uno dei palazzi milanesi più magniloquenti. Sicuramente fra i più visibili e visti, considerato dove si trova – lungo il primo, trafficatissimo tratto di corso Magenta – e che la sua facciata barocca, con le quattro grandi statue scolpite – due telamoni che reggono il balcone e due figure ai...
Ritratto di elenadelsavio
12/11/2015 - 16:15
La Cena in Emmaus di Caravaggio è una delle opere simbolo e sicuramente tra le più famose della milanese Pinacoteca di Brera. Fra le due versioni che l’artista realizzò sull’episodio (narrato dal Vangelo di Luca) dell’incontro fra Cristo risorto e due pellegrini a Emmaus – l’altra è custodita...
Ritratto di elenadelsavio
22/10/2015 - 20:00
In Emilia-Romagna c’è Aldo, che con suo figlio alleva suini neri di Parma, mentre in Piemonte Giorgio produce formaggio Castelmagno a 1.600 metri di quota. Giuliano invece crea nelle Marche un liquore con le foglie e la corteccia dell’olivo e Luigino, in Lombardia, nutre a foraggio le sue 300...
Ritratto di elenadelsavio
03/10/2015 - 17:15
Nel vasto Salone di Ercole di palazzo Pepoli Campogrande a Bologna, sotto l’alta volta affrescata nel 1660 da Domenico Maria Canuti appena distinguibile nell’oscurità, scorrono le drammatiche immagini a colori di Edward Burtynsky (il fotografo canadese del quale in questi giorni è in corso a Milano...
Ritratto di elenadelsavio
14/09/2015 - 01:30
D’ora in poi ci saranno due “lac”, a Lugano. Uno di fronte all’altro. Davanti allo specchio ceruleo del Ceresio, il lago su cui si affaccia la città più importante del Canton Ticino, ha infatti ufficialmente aperto il 12 settembre il Lac, Lugano Arte e Cultura, nuovo centro polifunzionale per le...