Il Passetto del Re a San Giorgio Morgeto (RC)

Sul numero di marzo della rivista Touring abbiamo pubblicato nella rubrica delle lettere dei soci la segnalazione di Francesca Agostino sul vicolo (forse) più stretto d'Italia. Siamo in attesa di conferma o di smentita dai soci che, metro allla mano, visiteranno borghi sperduti d'Italia, alla ricerca dei vicoli più stretti.

Intanto, per quanto riguarda il vicolo segnalato a San Giorgio Morgeto, in provincia di Reggio Calabria, antico agglomerato urbano risalente al periodo Normanno - Svevo, caratterizzato da architettura a schiera ricordiamo che è largo (si fa per dire) solo 40 centimetri. Ribattezzato il “Passetto del Re” dopo la recente riqualificazione potrebbe diventare quella curiosità utile a far diventare il borgo meta turistica. In realtà, oltre al vicolo stretto, il borgo vanta poderosi ruderi di un castello normanno-svevo posti sulla sommità di un colle.

Il vicolo, come ci ha segnalato Francesca Agostino, è attraversato da una comoda scaletta interna, costituita da 14 gradini, che ne rende agevole la percorrenza e rappresenta inoltre una scorciatoia ed una via di collegamento interno tra zone del paese che sono in tal modo tra loro messe in comunicazione. L’attraversamento del vicolo infonde sensazioni di benessere, così come testimoniano numerosi visitatori. Probabilmente tale effetto è riconducibile al senso di sicurezza ed avvolgenza, legato alle ridotte dimensioni che ne fanno una sorta di “rifugio”; da considerare anche il fatto che il vicolo, pur essendo così stretto, non risulta claustrofobico, essendo sufficientemente illuminato ed areato e, soprattutto, non estendendosi eccessivamente in lunghezza...

Guardando oltre la leggenda e le tradizioni locali, per chi è nato e cresciuto nel borgo, il Passetto del Re ha tutt’altro significato e, lungi dal rappresentare un luogo mitico o leggendario, lo stesso è, al contrario, un posto familiare, al quale sono legati ricordi di vita reale dell’infanzia e giovinezza dei cittadini sangiorgesi, in specie con riferimento ai tempi nei quali il borgo, diversamente dai giorni nostri, era densamente popolato e le nuove generazioni vi crescevano correndo tra i vicoli, giocandovi a nascondino o “avventurandosi” nel borgo, senza tuttavia mai perdervisi. Ogni cittadino ha un ricordo più o meno nitido all’interno del Passetto e ciascuno lo ricorda con affetto e lo sente un po’ suo.

Francesca Agostino

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