La Spagna a Expo 2015

 

Nel grande cantiere di Rho questa mattina la Spagna ha presentato il proprio padiglione per Expo 2015. E insieme il programma con cui intende declinare la dichiarazione d’intenti della manifestazione, Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Un programma ambizioso e ricco di iniziative di carattere ludico, espositivo e pedagogico, che al momento si può solo immaginare, fra i movimenti delle gru, i corrimano ancora imballati, i pannelli di rivestimento – i cui colori richiamano quelli dei prodotti della terra, dal vino all’olio – in corso di montaggio e le squadre di operai al lavoro.

 

A illustrarlo c’erano le autorità: l’ambasciatore spagnolo in Italia, Javier Elorza, e il commissario generale del padiglione nonché presidente di Acción cultural española (ente pubblico deputato alla promozione turistica del Paese attraverso la partecipazione alle esposizioni internazionali), Maria Teresa Lizaranzu. Era presente anche l’architetto responsabile del progetto, Fermín Vásquez. Che ha spiegato come già dal design del padiglione, reinterpretazione in chiave attuale di tipici edifici iberici legati alla catena produttiva alimentare – serre e granai –, emergano i due concetti chiave alla base del progetto: tradizione e innovazione, ispiratori dei contenuti di un ricco calendario di iniziative nel nome del Linguaggio del sapore.

Costituito da due navate di legno a spioventi di vetro (alti al culmine 17 metri), il padiglione è definito dal suo creatore un esempio di architettura “permeabile”, aperta ed effimera (ma riciclabile!) e simbolicamente potente. Sorge all’incrocio fra il decumano e uno dei cardini della griglia viaria di Expo: posizione che gli permetterà di avere anche uno spazio esterno, con un giardino d’aranci e un patio, in cui riprodurre il modulo di attività sociale che ruota attorno alla strada e alla piazza. All’interno, in uno spazio di 3.300 metri quadrati su più piani, troveranno posto un negozio di specialità spagnole (dai vini alle conserve, dai salumi ai formaggi), un auditorium, aree verdi, orti didattici e un’offerta gastronomica costituita da un bar di tapas e da un ristorante gourmet. Oltre a un tradizionale chiringuito, all’aperto, dove la sera si suonerà musica dal vivo.

Sarà Antoni Miralda, artista spagnolo della food art, a introdurre al padiglione: con una grande installazione, Il viaggio del sapore, che propone una lettura poetica del viaggio di alcuni alimenti attraverso una ventina di schermi-valigie. All’interno, il tema del Linguaggio del sapore sarà al centro dal percorso audiovisivo di una mostra dai molti intenti. Mostrare paesaggi e produzioni agroalimentari spagnole all’insegna della qualità e della sostenibilità; presentare l’essenza della gastronomia in Spagna, e il modo di intendere la cucina e il cibo come elementi di cultura sociale; proporre, attraverso le considerazioni del quaderno d’appunti di un cuoco, riflessioni, ispirazioni e domande attorno al processo produttivo alimentare.

Proseguendo ai piani superiori si entrerà nel vivo delle attività e dei programmi. Laboratori, assaggi, dibattiti e una serie di forum e riflessioni sulle grandi sfide che l’umanità deve affrontare in materia di alimentazione: come lo sviluppo di buone pratiche in campo agroalimentare – finalizzate a una dieta sana per gli uomini e per il pianeta –, la riduzione degli sprechi alimentari e la ricerca di soluzioni alternative e innovative nel settore. Sono previsti anche incontri tecnici e animazioni teatrali per le scuole, e poi master class di grandi cuochi, coadiuvati dagli allievi delle scuole alberghiere. Infine, le 17 Comunità autonome spagnole avranno a disposizione gli spazi per organizzare settimane tematiche, in cui sviluppare programmi di conferenze, assaggi e spettacoli legati alle proprie identità territoriali.

www.pabellonespana2015.com

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