Viaggiare per gioco. L'intramontabile fascino del Far West

«Quando si spara si spara, non si parla», ammoniva Tuco, il brutto del capolavoro di Sergio Leone Il buono, il brutto, il cattivo (1966), dopo aver freddato un suo vecchio nemico. Una delle migliori battute di un film che fu alfiere di un genere, lo spaghetti western, oggi attuale più che mai. La frontiera, anzi il West, piace a tutti, grandi e piccini, che ci siano gli indiani o meno. E anche il mondo dei giochi attinge a piene mani a questo universo.
Oggi parliamo di western e di cinema, poiché il gioco che vi presento, fresco vincitore del titolo di Gioco dell’anno 2015, si chiama Colt Express e permette di rivivere uno dei momenti clou del genere: la grande rapina al treno.

In Colt Express i giocatori impersonano i banditi che assaltarono lo Union Pacific Express l’11 luglio 1899, come ci racconta il sito dell’editore italiano, Asterion Press. Si gioca da 2 a 6, e più si è e più ci si diverte. La partita è divisa in 5 turni, 5 vere e proprie scene cinematografiche, durante le quali ognuno sceglie le proprie mosse - sparare, muoversi, richiamare lo sceriffo, raccogliere gioielli o denaro dal vagone e così via - in sequenza, alternandosi con gli avversari. Lo scopo è duplice: arraffare il maggior numero di dollari e vuotare il proprio caricatore sui compagni di rapina, prevedibilmente divenuti ex compagni.

A ogni turno i giocatori hanno a disposizione il proprio mazzetto di carte azione, da cui prima pescano e poi scelgono. Ma ogni tanto il treno si infila in galleria e allora nessuno vede più le mosse degli altri… come fare per non trovarsi con la canna di una pistola o peggio, con lo sceriffo davanti?

 

Colt Express è il classico gioco caciarone, molto divertente e frontale, con una dose di fortuna tutto sommato limitata e dove serve una buona capacità di pianificazione. Ulteriore merito di questo titolo dalle origini interamente francesi (l’autore è Christophe Raimbault, l’editore Ludonaute, lo stesso del Piccolo principe Gioco dell’anno 2014), si gioca non su un tabellone, ma su un vero treno tridimensionale da montare alla prima partita.

A rendere il gioco più vivace, poi, i poteri speciali che ogni personaggio vanta: c’è chi può derubare anche gli altri banditi, non solo i passeggeri, chi nasconde le proprie mosse, chi evita le pallottole grazie al proprio charme femminile, chi spara anche dal tetto del vagone e viceversa (di norma è vietato), «chi ha la pistola carica e chi scava», per tornare a Il buono, il brutto, il cattivo. A scavare, molto e bene, ci hanno pensato gli amici di Ilsa magazine hanno addirittura dedicato l’intero ultimo numero, appena uscito ai giochi da tavolo ad ambientazione western, dai più recenti ai classici, fino ad alcune chicche semisconosciute ma notevoli.
Il nostro viaggio nell'intramontabile vecchio West passa senz’altro dalla loro pagina.

Anche questo è Viaggiare per gioco.

Luca Bonora

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